Alghero: l'isola nell'isola
Antichi bastioni di pietra si protendono nel mare. Da secoli proteggono un’enclave catalana in terra di Sardegna: Alghero. Isola culturale, naturalistica, archeologica, la città è anche un centro turistico di prim’ordine: ottimamente servito dall’aeroporto e vicino a Porto Torres, approdo dei traghetti provenienti dall’Italia e dalla Francia.
Testo a cura della redazione, fotografie di Angelo Fanzini

La sua costa, denominata Riviera del Corallo, mantiene tutte le promesse del toponimo: 75 chilometri di costa, compresa tra il massiccio calcareo di Capo Caccia e la spiaggia di Poglina, dove morbidi arenili si intervallano a falesie a picco sul mare, calette solitarie, scogliere frastagliate e grotte marine di assoluta bellezza.
L’Alguer catalano
La metà del Trecento segna l’inizio dell’Alguer catalano. Nell’anno del Signore 1354, Pietro IV il Cerimonioso annetteva Alghero alla corona d’Aragona. Un dominio durato ben quattro secoli e che, ancora oggi, riecheggia nella parlata, nelle fortificazioni, nei palazzi e nelle chiese di questa isola catalana nell’isola dei sardi.
Nelle strade della ciutat di Alghero si respirano le tradizioni e la lingua della Catalunya, lo stesso amore per la cultura, e si incontra, di continuo, quel particolare gotico che risente dell’influenza araba, tipico della Spagna e di questo gioiello incastonato nella Riviera del Corallo.


Il centro storico
Le fortificazioni e le torri immediatamente riportano ai tempi in cui, per Alghero, si sfidavano le flotte dei Doria e della corona d’Aragona. Tra le tante, meritano una citazione la Torre del Portal, la Torre de l’Esperò Reial, caratterizzata da una scala elicoidale che consente l’accesso all’ambiente superiore, e l’ottagonale Torre di Sant Jaume.
Dietro queste mura che sfidano il mare, si svela poi una bomboniera di fascinosa arte gotica che giustifica la definizione di “Barcellonetta” sarda. Il centro storico - tra portali gigliati, archi a sesto acuto, cornici a bilancia, monofore, bifore e ornamenti fitomorfi – dischiude infatti lo sguardo su una città ricca d’arte e di cultura.
Il più importante monumento cittadino è senza dubbio la Chiesa di San Francesco, eccellente fusione di due fasi architettoniche: forme gotico-catalane in cui si inseriscono strutture tardo rinascimentali, facilmente riconoscibili per la differente colorazione della pietra arenaria che contraddistingue la facciata. La parte inferiore, con il suo rosone romanico, è trecentesca, mentre la parte superiore, caratterizzata dal grande rosone cieco, è una sopraelevazione del tardo Cinquecento.
All’interno spicca il pregevole altare maggiore in marmi policromi, sovrastato da una volta stellata di indubbio fascino. Particolarmente interessanti risultano lo slanciato campanile e le 22 colonne del chiostro romanico, entrambi in arenaria. “L’Alghero sacra” si completa con la Cattedrale, la Chiesa della Misericordia con il suo interessante campanile in stile coloniale spagnolo e la barocca S. Michele.
Ragguardevoli esempi di architettura catalano-aragonese spiccano nei tanti palazzi che adornano le vie del centro storico. Il Palazzo d’Albis, che la tradizione vuole abbia ospitato Carlo V, era la sede del governatore della città, inoltre svolgeva la funzione di residenza provvisoria per i viceré di Sardegna che, prima dell’insediamento a Cagliari, prestavano giuramento nella cattedrale di Alghero. Interessanti sono inoltre il Palazzo Machin con portale rinascimentale e finestre in stile gotico-catalano, il Palazzo Lavagna, Il Palazzo Llorino e il Palazzo Reial con le sue raffinate bifore.

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