Granada: l'Alhambra, città palazzo dei Sultani spagnoli

Il Patio dei Leoni

Il Patio de Los Leones era, invece, la casa privata del Sultano e conteneva l’area riservata alle donne. Dal Patio degli Arrayanes si giunge a una selva di colonne dorate, i cui archi traforati sono sormontati, senza posa, dal motto nasride: “Allah è vincitore”. Al centro troneggia la Fontana dei Leoni composta da dodici leoni in marmo che reggono una vasca dodecagonale. Attigua è la Sala degli Abencerrajes, che prende il nome da un famiglia di notabili, secondo una leggenda trucidati in questa stessa sala. Il magnifico tetto di mocarabes forma una stella a otto punte.

Cortile dei Leoni

Il vicino Patio dell’Harem, purtroppo, presenta un precario stadio di conservazione, mentre è ammirabile in tutto il suo splendore la spettacolare Sala dei Re, che occupa l’intero lato est del Patio dei Leoni. Divisa in cinque spazi, è un susseguirsi di luci e ombre intervallate da grandi archi in gesso riccamente decorati. La più antica delle sale che circondano il Patio de los Leones è la Sala de las Dos Hermanas, che prende il nome dalle due grandi lastre di marmo poste al suo centro. Da qui si accede alla Loggia di Lindaraja che si affaccia, con un’elegante bifora, sull’omonimo giardino.

Una menzione a parte meritano poi i Bagni posti tra il palazzo di Comares e il Patio dei Leones. Queste aree svolgevano una funzione collegata direttamente alla politica e alla diplomazia: erano un luogo estremamente piacevole dove svolgere pubbliche relazioni ai più elevati livelli. Inutile infine rammentare come l’acqua e le abluzioni rituali rivestano, per la religione islamica, un’importanza particolare. All’esterno dei Palazzi si estende poi il Partal, il portico con piscina che introduce ai lussureggianti giardini che accompagnano la passeggiata fino al Generalife.

Giardini del Generalife

Il Generalife e il Palazzo di Carlo V

Il Generalife è una specie di “eremo”, un luogo in cui il sovrano poteva appartarsi, riposare a contatto con la natura eppure, data la vicinanza con il palazzo, essere sempre presente per intervenire in caso di necessità. L’ingresso ai Giardini del Generalife, ricchi di fontane e giochi d’acqua, è guidato dal Viale dei Cipressi, conifera amata dagli arabi che si alterna, in questa esaltazione della natura, a mirto, bossi, roseti, viti, oleandri, aranci, nespoli, magnolie, arbusti, per un totale di oltre 160 specie. Patii e logge si alternano in un’oasi di pace e tranquillità.

Monumento simbolo di quello che si può definire “l’Alhambra cristiano” è senza dubbio il Palazzo di Carlo V. Di chiara ispirazione rinascimentale italiana, presenta una pianta particolare: un patio circolare, di 42 metri di diametro, inscritto in un imponente quadrato. Il palazzo ospita il Museo dell’Alhambra.

Decorazioni moresche

La Spagna musulmana

La storia della Spagna musulmana è un capitolo lungo e affascinante che, attraverso molteplici aspetti: militari, economici e culturali, ha coinvolto la penisola iberica dall’inizio del VIII secolo fino al termine del secolo XV. La campagna militare araba è rapida ed efficace, in soli tre anni gli eserciti dell’islam sottomettono la quasi totalità della penisola. La Spagna diviene così parte integrante di un impero di proporzioni colossali, esteso dalla Persia all’Africa settentrionale, sino all’Europa occidentale, la cui penetrazione nel continente europeo viene limitata dalla leggendaria battaglia di Poitiers vinta da Carlo Martello e ricordata, non senza una buona dose di ironia, da una splendida ballata di Fabrizio De Andrè.

L’anno 756 segna l’inizio dell’emirato indipendente di al-Andalus, dotato di una propria struttura giuridica e di un esercito permanente, un regno espressione di una società estremamente complessa. All’elemento arabo dominante si uniscono, infatti, guerrieri nordafricani, mozarabes (cristiani sottomessi), muladies (convertiti all’islam), schiavi ed ebrei. Una confluenza di culture, idee, religioni che produce un’autentica esplosione d’arte, di letteratura e di musica (sembra risalire a questo periodo la nascita del flamenco), che chiunque trascorra anche pochi giorni in Andalusia, ritrova all’interno di atmosfere magiche da “mille e una notte”.
L’ultimo baluardo arabo in terra spagnola si spegne, in una data davvero simbolica, con la conquista da parte dei re cattolici di Granada. E’ il 1492, la Spagna si avvia a vivere il più glorioso periodo della sua storia.

Soffitto a cupola con stucchi

Informazioni turistiche

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