Budapest: due città e un fiume
I grandi fiumi europei hanno un’anima in comune. Uno scorrere lento, consapevole. Un fluire fatto di ricordi. Emozioni che cambiano con il trascorrere delle ore, giochi di luce e d’ombre che si alternano sotto la sapiente regia della natura. Fiumi che uniscono, dividono, in ogni caso caratterizzano. Cosa sarebbe Budapest senza il suo Danubio. Il grande fiume che separa Buda, la sua collina, la sua antica saggezza, dall’irrequieta e moderna Pest. Ma allo stesso tempo, cosa sarebbe il Danubio senza i suoi sette ponti, che ricongiungono le due anime cittadine in un abbraccio che ha oltrepassato i secoli.
Testo di Cristiano Pinotti, fotografie di Angelo Fanzini

I ponti sul Danubio, il Parlamento e via Andrássy
Il Danubio, come accennato, è la grande ricchezza di Budapest. L’attraversa completamente, separandone i quartieri con oltre trecento metri d’acqua che, nei valzer di Strauss, era immancabilmente blu. Il suo largo corso è oltrepassato da sette ponti che scandiscono la viabilità cittadina.
Il Ponte delle Catene, uno dei più conosciuti simboli della città, fu inaugurato nel 1849 e fu il primo ponte fisso ad unire Buda e Pest. Lungo 380 metri, è sostenuto da catene fissate a grandi e massicci piloni. Da non perdere anche l’elegante Ponte Elisabetta, che si stende sul punto più stretto del Danubio, e riveste un significato particolare per gli abitanti della capitale, molti dei quali vorrebbero rivederlo nella sua livrea originale, in stile Liberty.
Sulle rive del Danubio si affaccia un grandioso edificio neogotico, è il Parlamento ungherese, costruito a cavallo del XIX e XX secolo. La slanciata cupola si innalza tra pinnacoli, finestre, guglie che rappresentano il degno preludio alle infinite opere d’arte contenute all’interno. Affreschi, arazzi e tele pittoriche dei più importanti artisti ungheresi dell’Ottocento impreziosiscono, infatti, le sue sontuose sale.
La via Andrássy, che collega la centrale piazza Deák alla Piazza degli Eroi, è il risultato di un piano urbanistico sviluppato nell'Ottocento. Il viale, patrimonio dell’UNESCO, si divide in tre tratti definiti. Quello più prossimo al centro è caratterizzato da eclettici palazzi in stile neo rinascimentale, mentre la parte centrale è più larga, con ai lati due corsie di servizio, in origine pavimentate in legno per consentire il transito alla classe nobiliare della capitale. L’ultimo tratto ospita palazzi con giardini, intervallati da grandi ville adagiate su estesi parchi. Tra gli edifici più rappresentativi e monumentali della via sono da ricordare l’Accademia della Musica, il Palazzo Drechsler e il Teatro dell'Opera.
Sotto Andrássy corre la Metropolitana 1, il primo treno sotterraneo del continente, inaugurato nel 1896, in occasione delle celebrazioni per i mille anni dalla “Conquista della patria” da parte dei Magiari, e per questo detta “del Millennio”. Lavori di restauro in anni recenti hanno riportato alla luce gli arredi originari.
La città alta di Buda
Uno sperone di roccia che sovrasta il Danubio, luogo ideale da difendere che, in epoca medioevale, divenne il primo baluardo della città: la collina di Buda. Il primitivo castello, con il trascorrere del tempo, è divenuto residenza reale, ma ha anche dovuto subire le ingiurie degli uomini: prima la decadenza di epoca ottomana, poi l’assedio austriaco del 1849, infine la distruzione russa del 1944/45. Completamente riedificata, la ciità alta di Buda si segnala come una delle aree più piacevoli della capitale.
Posta di fronte al Bastione dei Pescatori, la chiesa di San Mattia è l’edificio di culto più importante di Buda. Purtroppo delle sue originarie forme romaniche rimane ben poco; il lungo restauro novecentesco ci ha restituito un San Mattia decisamente gotico, con non poche interferenze ottocentesche. L’intero edificio, in ogni caso, conserva un fascino unico. L’interno, a tre navate, è interessante per le parti affrescate e per la presenza di vetrate, sarcofagi e cappelle.
La grande mole del Palazzo Reale, come tanti monumenti di Budapest, ha pagato un duro prezzo alle vicende storiche dell’Ungheria. La sua costruzione originaria, infatti, risale al Duecento, ma l’aspetto attuale, benché rispettoso delle forme post-belliche, è dovuto alla ricostruzione novecentesca. Alcuni tratti dell’immensa costruzione sono, comunque, originali come la “rondella” meridionale: poderosa opera difensiva di epoca Quattrocentesca.



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