Cappadocia e Anatolia orientale
Goreme
Goreme è un’infinita concentrazione di monasteri e cappelle scavate nella roccia. Improvvisamente sembra di essere in Grecia, affreschi in stile orientale emergono dal tufo e ci riportano alla vita monastica e cristiana dell’epoca alto medievale. L’Open Air Museum, un nome che contrasta enormemente con la spiritualità e l’antichità del luogo, ospita oltre trenta chiese rupestri, tra le quali, per bellezza e fascino, spiccano quella di Çarikli, di Santa Caterina, di Yilanli, di Santa Barbara, di Elmali, di Tokali, e il Monastero di Kizlar. La più importante è senza dubbio la Chiesa della fibbia (Tokali Kilise), con la sua architettura imponente e i suoi splendidi affreschi che illustrano la vita di Gesù e dei santi.

In tutta l’area di Goreme, ma anche in tante altre parti della Turchia, l’architettura delle chiese rupestri e la loro cristianità complessa e articolata che compenetra la roccia a vividi colori, contrastano con quello stereotipo inciso nel cuore e nella mente di tanti occidentali. In quest’area, ben lontana ideologicamente dalle orrende distruzioni talebane, simboli cristiani e vita musulmana si amalgamano in armonia. Una piccola lezione che dura da secoli.
Uçhisar
Pochi chilometri separano Goreme dalla rupe di Uçhisar, un grandioso picco tufaceo caratterizzato da centinaia di cavità, dalla cui sommità si gode un meraviglioso panorama sull’intera area, che si dipana tra pendii che dal giallo degradano al rosa e al grigio.
Osservando dall’alto si nota la continua commistione tra l’azione dell’uomo e quella della natura, tra un mondo che non c’è più - quello degli antichi monaci ed eremiti cristiani - e la vita quotidiana, che ha preso possesso di molte abitazioni rupestri e ha punteggiato il tufo di piccionaie, il cui guano, periodicamente raccolto, contribuisce alla fertilità del terreno.

Le città sotterranee
La civiltà cristiana ritorna nelle città sotterranee di Kaymakli e Derinkuyu. Questi anonimi villaggi nascondono infatti un mondo al contrario, che si sviluppa verso il centro della terra. La città di Kaymakli si articola in ben otto livelli - scavati per 45 metri di profondità in una friabile roccia tufacea - che si estendono su un’area impressionante per dimensione e complessità costruttiva.
Alveari umani che, con tutta probabilità, avevano la funzione di ingegnosi bunker, costruiti attorno a camini di aerazione e dotati di gigantesche pietre che ne assicuravano la perfetta chiusura rispetto al mondo esterno. Il percorso, davvero suggestivo, si svolge tra abitazioni, scale, chiese, silos, tombe.
A una decina di chilometri ecco la città di Derinkuyu che si insinua nelle profondità della terra attraverso 12 livelli. Derinkuyu, le cui caratteristiche ricalcano appieno quelle di Kaymakli, raggiunge l’impressionante profondità di 85 metri.

Nemrut Dagi
Il monte Nemrut racchiude il significato dell’Anatolia, della sua antica storia. La sommità del Nemrut Dagi, a oltre duemila metri d’altitudine, è un immenso santuario funerario, eretto nel I secolo a.C. dal re Antioco I del regno dei Commageni. Due enormi terrazze celebrano, in grandiose statue, le divinità greche e persiane e il re stesso che, nel solco della tradizione orientale, è elevato a dio. Le terrazze contornano un tumulo di pietra che costituisce la tomba di Antioco, della quale, però, non è ancora stato scoperto l’accesso.
Purtroppo il sito risente fortemente del tempo trascorso, ma le tante colossali teste che si elevano dalla polvere del monte Nemrut riescono a far comprendere la grandiosità del progetto architettonico, la sua immensa valenza politica e spirituale. Al tramonto, i raggi del sole conferiscono all’intera area un fascino unico.

Sanliurfa
La moderna e popolosa Sanliurfa, se può essere interessante per la presenza di un vivace bazar, lo è ancora di più per il suo profondo significato storico. Già città ittita, divenne l’Edessa macedone che, in epoca più recente, assunse un fondamentale ruolo nella diffusione della religione cristiana nell’area. Per quasi mille anni la città fu contesa tra arabi, bizantini, armeni, franchi, selgiuchidi, sino a che venne definitivamente annessa all’impero Ottomano.
Di questa antica e tormentata storia rimane ben poco nell’odierna Sanliurfa, ma sono interessanti le cosiddette Vasche sacre di Abramo. Infatti, secondo la tradizione, il patriarca – tra l’altro venerato da tutte le tre grandi religioni monoteiste – si sarebbe fermato proprio qui prima di raggiungere il paese di Canaan. In città meritano una visita la cittadella fortificata di epoca crociata, la Medresa Abd ar-Rahman e il Malkam el-Halil con il suo minareto quadrato di epoca duecentesca.
Poco distante (a circa 50 km, verso il confine con la Siria) merita un’escursione la città di Harran, uno dei siti storici più antichi che si conoscano, citato nella Genesi, e protagonista di infiniti scontri da quelli degli antichi hurriti, alle lotte tra Roma e i Parti, sino alle crociate e all’invasione mongola. Interessante la cittadella, la moschea Ulu Cami, le porte ar-Rum e ar-Raqqua.

Informazioni turistiche
- Info utili per viaggiare, come arrivare, guide e uffici del turismo: scheda Turchia
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