Castell'Arquato e Vigoleno

L’Arda e la Vite. Un fiume e il vino hanno scandito nei secoli la vita dell’uomo di queste terre, incastonate tra le propaggini dell’Appennino e la bassa emiliana. Un fiume, l’Arda, che disegna una valle ricca di spunti di viaggio culturali, paesaggistici, enogastronomici e che trova nelle circostanti colline le alleate per una coltivazione a vigneto che, specialmente negli ultimi anni, sta dando ottimi frutti, piacevoli da degustare durante una breve sosta tra un castello, una chiesa e una stradina rubata al medioevo. Due le tappe di questo nostro itinerario piacentino: Castell’Arquato e Vigoleno. In mezzo una bella strada, da percorrere con lentezza.

Testo e foto a cura della redazione

Castell'Arquato, la RoccaTorre del DongioneFesta medievale

Castell’Arquato, città d’arte

L'antico borgo medioevale di Castell'Arquato - in piena Val d'Arda, in provincia di Piacenza - è un luogo di rara bellezza, carico di storia, dove forte è il senso delle tradizioni d'arti e mestieri. La parte vecchia conserva intatta un’atmosfera magica, d’altri tempi, con le antiche case, i vicoli stretti che portano alla parte superiore del colle, sulla cui sommità si apre l'ampia Piazza monumentale incorniciata dalla Rocca Viscontea, dal Palazzo del Podestà e dalla Collegiata.

La Rocca Viscontea

L'edificazione della Rocca, una delle fabbriche militari più notevoli del Nord Italia, ha inizio nel 1342 sotto il dominio di Luchino Visconti, sulle fondamenta del preesistente Castrum Quadratum, edificato dai romani nel III sec. a.C. L'imponenza dell'edificio, che scende verso valle, ne denuncia la sua importanza difensiva. La pianta a "L" presenta una cinta minore verso la piazza, perpendicolare al grande quadrilatero della cinta inferiore. Su tutto il complesso domina la mole del Dongione, recentemente restaurato e visitabile fino all'ultimo piano. Nelle sale interne è allestito un interessante Museo di vita medioevale.

Abside della  Collegiata

La Collegiata

Le prime notizie della Collegiata risalgono al secolo VIII, precisamente al 756 e 758, e riferiscono di una chiesa, tra le più antiche del territorio piacentino, con funzione di pieve battesimale. Un edificio completamente ricostruito dopo il terremoto del 1117 e consacrato nel 1122.

La facciata dà su quella che fino alla metà del Trecento doveva essere la piazza del borgo. La pietra arenaria, con profilo a salienti scandito da quattro paraste, rivela un bel portale, una piccolissima bifora, un'apertura a forma di croce sulla sommità e una teoria di archetti in pietra che seguono l’andamento del tetto. Il lato sinistro ecco il "Portico del Paradiso", della seconda metà del XIV secolo. Originariamente posto sulla facciata, è una delle opere romaniche più interessanti della regione.

La parte più affascinante dell’intera costruzione è però costituita dalle quattro absidi, dogmaticamente rivolte a est, verso la piazza monumentale, con il loro meraviglioso gioco volumetrico che si contrappone al tetto a capanna della chiesa e al minuto campanile quadrato. L’interno presenta interessanti capitelli figurati e sculture romaniche del XII secolo, e affreschi, tra i quali spicca il ciclo dedicato a Santa Caterina, nell’omonima cappella. Passando per un piccolo chiostro della fine del XIII secolo, si giunge al Museo della Collegiata, piccolo ma ricco di opere d'arte, tra cui un bellissimo paliotto di scuola bizantina.

Sbandieratori nella piazza monumentale

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