Siria: Damasco, bella e possibile

Il nome stesso della città di Damasco richiama e risveglia l’eco di storie e leggende dove si parla di un uomo, Saulo di Tarso, meglio conosciuto come San Paolo: prima acerrimo nemico e persecutore dei cristiani, poi apostolo e uno dei massimi divulgatori della nuova fede, dopo essere stato folgorato proprio mentre si stava recando a Damasco per perseguitare i primi seguaci di Cristo. La storia è ben nota a chiunque e tuttora, a distanza di millenni, San Paolo si colloca tra le figure più attuali in un momento in cui il dialogo inter-religioso risulta molto sentito da tutti i credenti che hanno a cuore la pace.

Testo e foto di Anna Maria Arnesano e Giulio Badini

Moschea degli Omayyadi

Damasco, capitale della Siria, è la quarta città santa dell’Islam dopo la Mecca, la Medina e Gerusalemme. E’ chiamata anche al Fayha - la profumata - oppure “Perla dell’Oriente,” soprannome quest’ultimo attribuitole dall’imperatore Traiano.

Situata ai piedi del Jebel Qasiyum (circa 1300 metri), il capoluogo siriano è un luogo ideale per soggiornare, soprattutto d’estate, grazie al suo fresco clima e alla quiete della fertile Ghuta (terreno ricco di oasi) bagnato dal fiume Barada, che circonda la città, con i suoi uliveti, le immense distese di alberi da frutta e i suoi incantevoli prati disseminati di mille colori, specialmente verso la fine di marzo, nel periodo della fioritura. In passato la Ghuta venne definita il “Paradiso in Terra” e un’antica leggenda racconta che Maometto si rifiutò di andare a Damasco per non dover varcare la soglia del paradiso più di una volta.

Antico e moderno

Negli ultimi decenni la città ha avuto un forte impulso e sviluppo, tanto che i suoi quartieri residenziali ultramoderni non temono il confronto con le maggiori capitali europee. Tuttavia Damasco ha saputo conservare anche la sua città vecchia, il cuore pulsante, ricchissima di importanti monumenti tra cui le principali moschee storiche, i templi e le “madrasse” (le scuole coraniche).

Nel 1979 la "Città vecchia", circondata ancora da mura del periodo romano, è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Inoltre il capoluogo siriano è stato scelto come Capitale Mondiale della Cultura 2008 e, in occasione della prossima Borsa Internazionale del Turismo, verranno presentati importanti eventi atti a realizzare e migliorare gli scambi e i rapporti con altri paesi.

L’atmosfera che si respira è quella di una città bella, effervescente, cosmopolita, sicura e tranquilla, dove è stato salvaguardato e fatto interagire armonicamente l’antico e il moderno, il presente e il passato, come testimonia la forte presenza di un artigianato tradizionale, famoso in tutto il mondo arabo: spade, broccati di seta, lavori in oro, in argento ed in pelle, intarsi in legno che vengono ancora oggi lavorati come un tempo.

Bazar di Damasco

Storia della città e principali monumenti

Le origini del capoluogo sono avvolte nel mistero, perché le continue invasioni hanno distrutto o ricoperto ogni certezza archeologica del periodo pre-cristiano. Sappiamo però per certo che nel II millennio prima di Cristo la città viene citata con il nome di Apum prima e di Aram poi in iscrizioni egizie ed assire e nella Genesi.

Attualmente la città appartiene al patrimonio universale e a nulla sono valse le divisioni tribali e religiose, piuttosto che le tensioni internazionali, a sminuire il suo prestigio che dura da seimila anni. Anzi, oggi come all’alba dei tempi, cristiani, ebrei e mussulmani di varie confessioni hanno dimostrato di saper convivere in una sovrapposizione di tempi e luoghi che si possono osservare palesemente attraverso le costruzioni, le abitazioni e i monumenti che testimoniano la storia di questa città.

Il centro storico di Damasco sembra uno scrigno dentro cui sono custoditi i gioielli più belli e preziosi, come la Grande Moschea degli Omayyadi con i suoi svettanti minareti, dove è conservata la reliquia di San Giovanni Battista e simbolo per antonomasia del capoluogo, i vecchi suq dove si trova di tutto e per tutti i gusti: dalle sete ai tappeti, dai gioielli antichi a quelli riprodotti, la tomba di Saladino, la moschea Teche Sulemanie; inoltre nel quartiere antico la chiesa di San Paolo, la Cappella di Anania, la Via Recta, Bab el-Sharqi e Bab el-Tuma (porta dell'Est e porta di San Tommaso).

Un dedalo di viuzze conduce lungo le case a tetto piatto abbracciate le une alle altre, dietro le cui porte semi-chiuse si intravedono giardini nascosti da mille e una notte, con fontane di marmo intarsiate da cui si sprigionano profumi di gelsomino, cedro e rose.

Museo nazionale: mosaici romani

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