Broken Flowers
Broken flowers, letteralmente “fiori spezzati”, si potrebbe dire anche, in modo un po' traslato, “sentieri interrotti”, racconta, mi vien da dire, della “fatica” della seduzione. E del carico di realtà che essa può comportare se un giorno, ormai in età pensionabile, ci si accorge, come fa un magistrale Bill Murray nei panni di Don Johnston (che, in tutta evidenza, sta per Don Giovanni), che la propria opera di inseminazione universale, che è l'opera di ogni vero seduttore, potrebbe aver lasciato una tradizione, un seguito, una possibile perpetuazione specie specifica.
La trama del film
Infatti accade, quasi in apertura di film, che Don riceva un'inaspettata lettera rosa in cui una sua del tutto anonima ex amante o fiamma di gioventù, dice che circa venti anni prima era rimasta incinta di lui, e che ora, un quarto di vita più tardi, il frutto ormai maturo della loro unione potrebbe andare a trovarlo a casa sua.
Don, senza dare apparentemente segno di alcunché, e in una indifferenza pressoché totale (ma qui sta tutta la maestria di un attore consumato come Murray) si farà convincere dall'amico Winston a cercare il figlio perduto e mai conosciuto, in un viaggio della memoria, che è anche un modo per riprendere le fila di quei sentieri inevitabilmente interrotti della sua passata vita di Don Giovanni (e si sa, Don Giovanni appena sente traccia di amore lascia e cerca qualche altra “pollastra” per il suo arco infinito).
Questo viaggio di ritorno al passato, Don lo percorre con una Ford affittata che egli stesso definisce “utilitaria” (ma ai preparativi per il percorso aveva pensato completamente Winston, e Don si è passivamente adattato), guidando la quale attraversa i vasti territori della provincia americana. E' tra uno spostamento e l'altro che Don riflette su ciò che gli è accaduto e gli sta accadendo, su una possibile e inedita novità nella sua vita, ed è lo stesso tragitto che sembra via via portarlo a un “barlume” di consapevolezza della propria condizione di seduttore, di esistenza incompiuta.
L'itinerario si divide in quattro tappe, per altrettanti incontri con le “vecchie fiamme”, madri potenziali di un figlio possibile. Reicontrerà, tra lo stupefatto e l'inaspettato, Laura (Sharon Stone), Dora (Frances Conroy), Penny (Tilda Swinton), e la ora Dr.ssa Carmen Markowski (Jessica Lange). E dove cercherà di chiedere loro tra l'imbarazzo e la discrezione se sono diventate madri di suo figlio.
Considerazioni
La grandezza di Jarmush, regista e sceneggiatore del film, sta nel lasciare nella loro discontinuità tali incontri, che non riallacciano un bel nulla e vengono lasciati nella completa occasionalità degli incontri che li avevano preceduti venti anni prima. Come scriveva Kierkegaard, quella del seduttore è un'esistenza discontinua fatta di occasioni e di frammenti, come frammenti sono i pezzi che costituiscono questo film. Frammenti solo in apparenza ricomposti da questo viaggio della memoria. Broken Flowers, appunto.
Vien da dire che in questo film, se non ci fosse il viaggio, mancherebbe quasi del tutto quell'elemento di collegamento di una storia che rischierebbe la frantumazione narrativa. La componente itinerante è essenziale dal punto di vista narrativo e di fatto permette di differenziare questo film da quello che lo ha preceduto, Coffee and Cigarettes, che era invece in tutto e per tutto un film a episodi, e così sarebbe risultato Broken Flowers senza il viaggio. Esso consente di collegare con leggerezza i frammenti e gli episodi del racconto filmico. E molte sono le inquadrature che catturano Don pensieroso e silenzioso mentre guida. Un silenzio che non rivela alcunché del vero pensiero di Don, che resta sempre impassibile.
Come si concluderà il percorso, quando Don tornerà a casa, lo si scoprirà naturalmente solo alla fine del film. Quando finalmente potremo sapere se l'enigma del figlio potenziale verrà risolto o se Don resterà ancorato per sempre alla discontinuità della sua vita passata e ripercorsa di seduttore.
Recensione di Marco Meneghelli