In Ladakh sulla via del Tantrismo
Leh, i luoghi sacri della capitale
Altro luogo sacro di Leh è quello dove si trova la Shanti stupa (il santuario della Pace), un colosso bianco circolare che svetta attorniato dalle solite generose montagne. Lungo il percorso che sale fino alla stupa si incontra un tempietto buddista che vale la pena visitare; un monaco è impegnato a suonare un grande gong a forma di botte, mentre ripete la litania dei mantra ad alta voce.

All'interno spicca la statua in oro di Buddha circondata da tutti gli oggetti rituali possibili e immaginabili, in uno sfavillio di colori e simboli che inizialmente può lasciare perplessi. Ma è bene precisare che la fantasmagoria policroma in cui ci si ritrova varcando la soglia di qualsiasi santuario o monastero tibetano non è, e non vuole essere, la rappresentazione di un olimpo orgiastico come a prima vista può apparire.
Il senso di queste visioni estatiche e della centralità del Buddha in tutte le sue infinite manifestazioni sta nel suo contrario, e cioè nel voler esorcizzare tutte queste divinità al fine di dimostrare la loro assoluta inesistenza come creazioni del subconscio o infinita serie di forze che non ha altra realtà all'infuori della nostra immaginazione.
Questa è la maggiore differenza che la forma tantrica del buddismo (altrimenti detto vajraiana o himalayano) mantiene rispetto al buddismo storico il quale ammette un dio personale, il Buddha. Il tantrismo ammette non uno, ma tanti dei e solo alla stregua di forze attraverso le quali giungere alla completa padronanza della propria esistenza “illuminata”, libera cioè da qualsiasi condizionamento, divinità incluse. Perché, in ultimo, la forza è dentro di noi.



Escursione nella valle dell'Indo
Da Leh un'escursione imperdibile è quella che porta a Lamayuru, inverosimile villaggio ai piedi della valle dell'Indo famoso per il suo monastero Yung-Drung. Inverosimile perché sembra di trovarsi dentro a un presepe tibetano dove la presenza di forze che animano la natura diventa tangibile. Sarà anche per la posizione strategica, di fronte a quella “valle della Luna” che risplende di color oro, ennesimo spettacolo cromatico di giganti di pietra che plasmano le più improbabili forme.
Il santuario sorge proprio al cospetto di questa valle e si è sviluppato attorno alla grotta dove usava meditare Naropa (1016-1100 circa), grande yogin della tradizione tantrica a cui si deve la stesura del testo base del buddismo tantrico, il Kalacakra Tantra, e ideatore dei famosi Sei Yoga (gli yoga del Calore, del Corpo Illusorio, del Sogno, della Luce, del Bardo e della Trasmigrazione). All'interno del santuario è ancora possibile vedere la grotta originaria dentro la quale sono state edificate le statue dei tre maggiori rappresentanti del lignaggio marpa-kagyu: Tilopa (988-1069 circa), Naropa (1016-1100 circa) e Milarepa (1040-1123 circa).

In questo luogo sospeso nel tempo non è difficile assorbire la visione mitica tramandata dalla religione naturale del tantrismo. Il silenzio espande nel vento i canti che echeggiano in lontananza e le preghiere suonate dalle ruote dei mantra (altro oggetto rituale che si trova sia in versione “portatile” che fissa, e va fatto girare in senso antiorario per la tradizione buddista, orario per quella legata all'antica religione sciamanica dei Bon).
Bisogna ringraziare proprio l'appartenenza di questi luoghi sacri al territorio indiano se essi sono stati preservati dalle innumerevoli razzie che, invece, sono toccate in sorte ai santuari e monasteri tibetani, durante la repressione cinese. Per questo il Ladakh è una sorta di gioiello che splende di luce propria, restituendo della mitologia tibetana i tratti più originari ed esoterici, appunto tantrici.
Affrontare il mistero durante un viaggio di questo tipo può voler dire archiviare qualsiasi ordine mentale precostituito perché da queste parti l'unica realtà che conta è la potenza di natura che agisce dentro di noi. Senza spazio e senza tempo. A tal proposito, le parole di una grande viaggiatore, appassionato del Tibet e grande esperto di questi luoghi, ci sembrano la più bella conclusione: “Noi corriamo che ci manca il fiato. Essi hanno il tempo per dimenticare il tempo: che è il segreto per vivere ancora con se stessi”. (Giuseppe Tucci).

Informazioni turistiche
- Un viaggio di questo tipo, definibile come “esoterico” in quanto incentrato sulla scoperta dei misteri tantrici attraverso l'esperienza diretta con pratiche rituali, meditazioni ed iniziazioni, è organizzato dalla Società di Nonterapia (Contrada Busi 2, 6816 Bissone, Svizzera,
Tel: 0041 76 3181144, 0039 349 8595625 - www.nonterapia.ch) che si ispira, appunto, alla nonterapia. Una filosofia questa, che scruta il mondo da dentro, qualsiasi mondo, quello interiore e quello esteriore. Il viaggiatore più sensibile a certe tematiche ne trarrà senz'altro beneficio, pur consapevole delle non poche difficoltà che la sfida con se stessi inevitabilmente presenta. - Info utili per viaggiare, come arrivare, guide e ufficio
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