Lisbona, la città bianca
Il Parco delle Nazioni
L'avanguardia in senso stretto, quella fatta di sfide architettoniche che guardano al futuro, Lisbona la ospita al Parque das Nações, all'uscita della metro Oriente (linha vermhela). Ingegnosa opera di riconversione di un'area industriale abbandonata fino al 1990, il Parque s'impone subito alla vista per la slanciata geometria delle volte e le ardite costruzioni dei padiglioni, dal Portugal Pavilion al Pavilhão do Conhecimento (Padiglione della Conoscenza), al Pavilhão da Realidade Virtual (Padiglione della Realtà Virtuale). E non poteva che trovarsi qui l'edificio più alto di Lisbona, l'esorbitante Torre Vasco da Gama, con l'estremità a forma di vela, per non tradire la mitologia nautica che ricorre nell'estro creativo lusitano.

Percorrendo l'interno del centro commerciale Vasco da Gama, si fuoriesce nella zona all'aperto che introduce a un largo camminamento piastrellato con i tipici mosaici pavimentali lisboeti, incorniciato da una fila di alte bandiere di tutte le nazioni del mondo; è l'anticamera del lungofiume da dove si può prendere la teleferica per un giro panoramico sulle acque del Tago. Simile a una portaerei è invece la forma data all'Oceanàrio, ardita struttura sospesa sull'acqua e agganciata all'estremità di un molo, opera dell'architetto Peter Chermayeff, ad oggi il secondo acquario più grande del mondo.
Le linee stravaganti di sculture moderne che compaiono qua e là nel luminoso piazzale all'aperto antistante il lungofiume, sembrano nervature del cielo e macchie di nero su una tela fitta di bianco e azzurro. E' qui la Lisbona che osa, metropoli dalle vedute larghe come quelle che si godono dall'alto dei suoi numerosi miradoures ed elevadores, l'altro volto della città intimista che riempie di nostalgia i becos del cuore storico, quello dei poeti e dei fadistas, il cuore pulsante della Baixa e del Chiado.
La Baixa
Baixa, ovvero “città bassa”. Chiado, ovvero “chiar”, scricchiolio delle ruote dei carri sulle strade in salita del quartiere. Le due zone storiche di Lisbona sono il vanto – culturale, artistico e architettonico – della città. Il particolare assetto strutturale della Baixa, contraddistinta da una griglia di strade parallele che da Praça do Comércio collega la piazza del Rossio, deriva dalla ricostruzione voluta dal marchese di Pombal (1699-1782), a seguito del terremoto del 1755, evento per più di un aspetto cruciale nella storia di Lisbona. Non tutti i mali vengono per nuocere, verrebbe da dire oggi che la Baixa Pombalina è il cuore commerciale della capitale nonché una delle zone più attraenti, turisticamente parlando.
Visitare questo intrigo pulsante della Lisbona quotidiana – fatto di teatri e caffé, banche e librerie, ristoranti e pastelarias – è il piacevole passatempo di una giornata. Tanto, infatti, è il tempo che ci vuole per cogliere l'essenziale atmosfera di questo affascinante quadrilatero intarsiato di azulejos e mosaici pavimentali che è il centro lisboeta.
Per percorrere la Baixa dall'inizio alla fine, basta scendere alla fermata della metro Restauradores (linha Azul) e imboccare una delle tre arterie principali della griglia – rua Aurea, rua da Prata e rua dos Fanqueiros – che sboccano alla monumentale Praça do Comércio, lo storico ingresso di Lisbona contrassegnato dall'imponente arco trionfale sul lato nord della piazza. Al centro, con lo sguardo rivolto al Tago, troneggia la statua di re Josè I (1750-1777). Questo immenso spazio aperto fu scelto da Manuel I nel 1511 come residenza reale, preferito al Castelo de São Jorge per la sua collocazione vicina al fiume.

Durante il cammino da un'estremità all'altra della Baixa si apprezzano alcuni degli scorci più suggestivi di Lisbona, scorgendo dietro ogni angolo offerto dall'incrocio delle stradine in perpendicolare alla griglia palombina, il dipanarsi di tetti e case verso l'alto con il sottofondo stridente dei tram che si inerpicano tra pertugi e improbabili curve. Gran parte del fascino della capitale portoghese è dato proprio da questo suo svilupparsi in verticale, con il Castello in cima e tutto intorno l'ammasso colorato di case, chiese e musei.
Per questo Lisbona è una città che si gode dall'alto, ad esempio, dei suoi caratteristici elevadores, sorta di ascensori panoramici che, oltre a trasferire da una parte all'altra della città, fungono da vere e proprie terrazze scenografiche. A Restauradores si trova, ad esempio, l'"Elevador da Glòria" che risale la collina fino al quartiere popolare del Bairro Alto e al Miradouro de São Pedro de Alcantara, altro punto panoramico della città. Poco più avanti, a rua de Santa Justa, traversa della centrale rua Aurea, si trova l'eccentrico "Elevador de Santa Justa" con il suo particolare stile neogotico in ferro e filigrana. Una stretta scala a chiocciola conduce in cima alla torre dove si trova una terrazza con un caffé, mentre una passerella collega l'ascensore a Largo di Carmo, 32 metri più sopra.
Pittorica e monumentale, la Lisbona della Baixa vanta tre bellissime piazze, Restauradores, Rossio e Praça da Figueira. Quest'ultima, nel progetto di Pombal, era destinata ad ospitare il mercato e così fu fino agli anni Cinquanta. Oggi la piazza è, come le altre, sede di alberghi, negozi e caffé, dominata dalla statua equestre in bronzo di João I (1385-1433). Difficile non rimanere avvinti e quasi ipnotizzati dai mosaici a disegni ondulati di Praça de Dom Pedro IV, altrimenti detta Rossio o “piazza dal movimento ondulante”. I ciottoli tagliati a mano bianchi e grigi, che oggi si trovano un po' ovunque sulle strade del centro lisboeta, furono i primi di questo genere in città. Immancabile la statua centrale, raffigurante Dom Pedro IV, primo imperatore del Brasile indipendente. A nord della piazza si trova il neoclassico Teatro Nacional Dona Maria II, dal nome della figlia di Dom Pedro.
Il Chiado, la Lisbona di Pessoa
La fermata della metro Baixa-Chiado (linha Azul) è l'ingresso preferenziale (altrimenti a piedi tagliando la rua Aurea all'altezza di rua de Santa Justa e da qui imboccando rua do Carmo fino all'incrocio con rua Garrett) al piccolo mondo letterario del “chiado pessoano”. Alle monumentali statue imperiali della Baixa, il Chiado risponde con le sue effigi colte raffiguranti poeti e scrittori, tra tutti Fernando Pessoa e João Almeida Garrett (1799-1854).
E qui non c'è niente di meglio da fare che sedersi ai tavoli dello storico Cafè A Brasileira, proprio all'uscita della metro, su largo do Chiado, e lasciarsi rapire dallo sguardo imperscrutabile della statua di Pessoa sorseggiando una bica (caffé) o un aguardente (brandy). Lisbona fu cara allo scrittore portoghese come una mamma al figlio. Ed oggi, quasi uno scambio di favori, Pessoa è caro alla città più di ogni altra figura letteraria.

Il suo nome riecheggia soprattutto nei caffé, ambienti che egli amava frequentare con assiduità e, se è vero che – citandolo – “ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”, il modo migliore per carpire l'anima tormentata del poeta e ciò che egli è stato nell'arco della sua breve vita, è recarsi da Martinho da Arcada, sotto i portici di Prãca do Imperio.
Il ristorante più antico di Lisbona è stato anche la seconda casa di Pessoa, proprio lì nel punto in cui la trafficata Baixa si apre al silenzio del Tago, immagine crepuscolare di una città che in fondo la malinconia ce l'ha nel sangue come nella cultura musicale.
Il fado che si ascolta nei numerosi locali del centro lisboeta è la quintessenza della saudade portoghese. Nient'altro che questo, uno straziante richiamo che, al di là delle inevitabili forzature turistiche di oggi, si fa ascoltare da 150 anni.
Informazioni turistiche
- Ufficio del Turismo di Lisbona
Il sito internet del Turismo di Lisbona (con versione italiana) copre non solo la capitale, ma tutta la Regione di Lisbona: Estoril, Sintra, Cascais Leiría/Fátima, Costa Azul, Oeste, Ribatejo e Templarios: www.visitlisboa.com - Guide turistiche: Top ten Mondadori, mini RoughGuides - Vallardi Viaggi.
- Info utili per viaggiare, come arrivare, uffici del turismo: scheda Portogallo
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