Madrid e i Palazzi Reali della Castiglia

La monarchia è un'istituzione antica quanto la storia. Quasi tutte le civiltà hanno sperimentato questa forma di governo. I re sono stati “unti del Signore”, padroni assoluti, monarchi illuminati, fantocci in mano a poteri militari e politici. In Europa le nobili casate hanno riempito secoli di storia, hanno edificato regge meravigliose e sparso i corpi dei propri sudditi sui campi di battaglia.

Testo di Cristiano Pinotti, fotografie di Angelo Fanzini

Madrid, Palazzo Reale

La monarchia spagnola

Oggi, nell'epoca di Internet, di una comunicazione e produzione, che si ama definire globale, la monarchia sembra un retaggio del passato, eppure in tante parti della modernissima Europa sopravvive ancora. Spesso le casate, reali o principesche che siano, paiono sostanzialmente impegnate a riempire settimanali e tabloid scandalistici, altre volte sono affaccendate in illuminanti pubblicità o comparsate televisive che ben poco hanno di nobile; altre ancora dimostrano che il ruolo di un monarca può ancora essere qualcosa di serio.

È il caso della Spagna, dove un uomo, assiso al trono da un dittatore, in pochi anni è riuscito a traghettare una nazione verso la democrazia, dandole un futuro che, visto con gli occhi di oggi, appare più che roseo. Ma la monarchia, in Spagna, non è stato un semplice capriccio del Generalissimo, è qualcosa che affonda nella storia iberica e che nasce, per quanto concerne l'epoca moderna, da una lungimirante strategia matrimoniale, cui ha dato il via l'unione tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona.

Ed è proprio l'importanza storico-artistica della monarchia di Spagna a guidarci in questo nostro viaggio, breve dal punto di vista chilometrico, ma ricco di sensazioni ed emozioni che ci accompagneranno tra le regge della Castiglia.

Il Palazzo Reale

Su un promontorio affacciato sul Rio Manzanares, il Palacio Real di Madrid sorge sulle rovine dell'alcazar moresco, distrutto nella metà del Settecento. L'attuale residenza reale profuma della sontuosità borbonica e ricorda, nella maestosità della struttura e nei fasti delle decorazioni, il gusto di Versailles. Abitato sino agli anni Trenta dai Reali di Spagna, il palazzo è utilizzato per le cerimonie di Stato, mentre il re Juan Carlos e la sua famiglia vivono alle porte della città, nel Palazzo Zarzuela.

Oggi, meta privilegiata dei turisti che visitano la capitale spagnola, il Palacio Real offre infiniti spunti di interesse: la spettacolare Plaza de Armas, dalla quale si accede alla Farmacia Reale e all'Armeria che, tra le altre, conserva l'armatura di Carlo V. Bellissimi e sfarzosi gli interni. Da non mancare la Sala degli Alabardieri; quella delle Colonne; la rococò Sala del Trono con gli arredi originali di Carlo III; la Sala Gasparini; quella di Porcellana, rivestita in porcellane settecentesche; e le sale della Cappella.

Plaza Mayor

Il Museo del Prado

Limitare Madrid al solo Palazzo Reale sarebbe però una vera follia; allo stesso modo, pensare di comprendere la capitale spagnola nel breve intervallo di un articolo sarebbe un peccato di assoluta presunzione. Per questo oltre al già citato palazzo, spazieremo, privilegiando la cultura che aleggia tra le strade della mitica movida, in alcuni dei suoi grandi musei.

La più importante pinacoteca del mondo per la pittura spagnola. Questo è il Prado, nelle cui sale, oltre a infiniti capolavori dei più celebrati artisti di Spagna, trovano collocazione anche importantissime collezioni straniere: su tutte le tele italiane e fiamminghe.

Praticamente impossibile elencarne i capolavori. Giusto per solleticare la fantasia degli amanti dell'arte, ci piace ricordare: le due “Maja” e la “Fucilazione” di Goya; il “Martirio di San Filippo” di Ribera; “Las Meninas”, “Il trionfo di Bacco”, “L'infanta Margherita” e “Le filatrici” di Velazquez; “l'Adorazione dei pastori” e “Il Sacro volto” di El Greco; Il “Trittico delle delizie” di Bosch; “Le tre Grazie” di Rubens; il “trionfo della morte” di Bruegel il Vecchio. Notevole l'apporto italiano alla bellezza del Prado, con “L'Annunciazione” del Beato Angelico; “Il cardinale” di Raffaello, e ad altre opere di Veronese, Tiziano, Lorenzo Lotto, Giorgione, Tintoretto.

Prado: Raffaello

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