Mongolia: alla ricerca dei dinosauri

Il deserto del Gobi

Una delle località che si è rivelata essere tra le più ricche di dinosauri al mondo è la Mongolia, nazione dell’Asia centrale grande cinque volte l’Italia incuneata tra Russia e Cina, aperta solo di recente al turismo, e per l’esattezza la regione di sud-ovest occupata dal Gobi. Strano deserto il Gobi. Esteso per un terzo della Mongolia, in realtà è un’enorme steppa arida con montagne, fiumi e laghi, dove le dune occupano appena il 3 per cento; l’aspetto più singolare è dato dalla fortissima escursione termica stagionale, compresa tra i 40°C in estate e i –40 in inverno.

Dune del Gobi

A causa del clima gli abitanti nomadi sono davvero rari; in compenso vi alberga una fauna decisamente interessante, come gazzelle, asino selvatico, cammello della Bactriana (quello a due gobbe), il cavallo di Przewalski (l’antenato di tutti i cavalli), aquile, stambecchi, il leopardo delle nevi, il topo saltatore e l’unico orso al mondo vivente nel deserto.

Durante il periodo cretacico il paesaggio era decisamente diverso da quello attuale, splendido e primordiale ma desertico: predominavano foreste e pascoli punteggiati da fiumi, laghi, paludi e acquitrini, ma anche distese di sabbia disseminate di oasi, un ambiente ideale insomma per la sopravvivenza dei dinosauri erbivori e, di conseguenza, anche dei loro predatori carnivori. Altra caratteristica positiva del Gobi consiste in una intensa e prolungata erosione superficiale naturale, capace di far affiorare gli antichi livelli del Cretaceo, e con questi i resti dei dinosauri.

Le spedizioni e le ricerche

Tutto cominciò nel 1921, quando il Museo di Storia Naturale di New York vi organizzò una spedizione diretta da Roy Chapman Andrews, curiosa figura a metà strada tra lo scienziato folle e Indiana Jones degna di un romanzo d’avventura, convinto di trovare in Mongolia le più antiche testimonianze dell’uomo. Non trovò nessun ominide, solo una popolazione tardo paleolitica risalente a 20 mila anni, ma in compenso scoprì i dinosauri.

In alcuni anni di attività mise assieme i resti di un centinaio di animali: tra questi il Protoceratops, un erbivoro quadrupede lungo meno di 2 metri con un becco da pappagallo vecchio di 100 milioni di anni, numerosi Velociraptor, il rapace veloce reso famoso dal film Jurassic Park, un Oviraptor, depredatore di uova, e i resti dei più antichi mammiferi. Ma la notizia che fece davvero il giro del mondo, colpendo sensibilmente la fantasia dei lettori, fu la scoperta di diverse uova di dinosauro, in qualche caso raggruppate in nidi, due delle quali contenevano ancora ben visibile l’embrione. Scoperta suggestiva ma tutto sommato scontata, considerando che i rettili sono nella maggior parte dei casi ovipari.

Le ricerche furono intensificate soprattutto dopo la seconda guerra mondiale da parte di ricercatori russi e polacchi, ma anche di altre nazionalità (nel 1991 si ebbe anche una spedizione italo-francese), e continuano tuttora, fornendo sempre nuove scoperte.

Mongolia: Khermen Tsaw

Le specie rinvenute

Nel Gobi sono state rinvenute parecchie specie di dinosauri nuovi per la scienza, portando nuova luce sulla storia dei rettili e dei mammiferi durante il Mesozoico. Vanno ricordati in particolare il Protoceratops, dinosauro cornuto primitivo, il Syrmosaurus, dinosauro corazzato, scheletri completi di Tarbosaurus, enorme carnivoro terapode a tre dita con denti affilatissimi lunghi 15 centimetri simile al Tirannosauro americano (il maggior dinosauro carnivoro, con denti simili a coltelli), l’Hadrosaurus dal becco d’anatra, l’Anklisaurus, un mostro corazzato alto 7 metri con un’armatura e la coda a forma di mazza usata come randello, il Therizinosaurus, un predatore con arti anteriori giganteschi e artigli lunghi 60 centimetri in grado di vincere anche erbivori pesanti decine di tonnellate, dinosauri struzzi, Ornitomimidi, Iguanodonti e nella località di Bogiin Tsav un vero cimitero di dinosauri carnivori.

E poi ancora il Nemegtosauro, enorme sauropode dal collo lungo, pesante fino a 90 tonnellate, cacciato dai Tarbosauri, il Pachycephalosauro dal capo duro e rinforzato usato come ariete, l’Ebolotherium con il naso a forma di periscopio che gli permetteva di respirare anche mentre aveva il corpo sott’acqua, il Mononykus, un uccello incapace di volare con artigli al posto delle ali, il Mamenchisaurus, il dinosauro dal collo più lungo e un corpo di 22 metri, enormi rinoceronti grandi quattro volte un elefante, ritenuti i maggiori mammiferi terrestri mai esistiti, che convivevano con minuscoli roditori, e marsupiali fossili che dimostrano come questi animali siano originari dell’Asia e non dell’Australia dove oggi vivono.

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