Portogallo: il fascino della storia

Batalha

L’importanza di Batalha, seconda tappa del nostro personalissimo “litorale” storico, è indissolubilmente legata al Monastero de Santa Maria da Vitoria. La toponomastica del luogo e la particolare dedica della costruzione stanno ad indicare un’origine che ben poco ha a che fare con l’austerità e la devozione.

La nascita di questo capolavoro risale infatti a un evento decisamente cruento: il 14 agosto 1385 il futuro re portoghese Joao I d’Avis sconfisse, nella vicina piana di Aljubarrota, il pretendente spagnolo Juan I di Castiglia e, per ringraziamento, tre anni dopo ordinò la costruzione, che si protrasse fino alla prima metà del Quattrocento, dell’imponente monastero.

Portale di BatalhaMonastero di Alcobaca

Capolavoro gotico portoghese, il monastero è un articolato complesso di edifici che si armonizzano e si completano a vicenda. L’intero monastero è un susseguirsi di opere d’arte, sono comunque da ammirare assolutamente lo splendido Portale di ingresso, la Capela do Fundador, il Chiostro reale, la Casa do Capitulo, il Refettorio, il Chiostro di Alfonso V e la Porta Monumentale.

Alcobaca

Un altro monastero, di uguale se non maggiore fascino, ci attende ad Alcobaca: è il Mosteiro de Santa Maria, monumento dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Di origine Benedettina, quest’opera colossale che ricalca la struttura dell’abbazia francese di Clairvaux, risale ai secoli XII-XIII. Seriamente danneggiata dal terremoto del 1755, subì, all’inizio dell’Ottocento, scriteriati saccheggi ad opera delle truppe napoleoniche che, evidentemente non sazie del sangue versato per tutta Europa, ebbero la geniale pensata di infierire anche sulla pietra di un luogo sacro. I successivi restauri hanno però avuto il merito di riportare il monastero alla sua antica, severa bellezza.

La chiesa, di eccezionale dimensione, affascina per la sua poderosa struttura slanciata verso l’alto e suddivisa in tre navate da giganteschi pilastri nervati. Il transetto è impreziosito da due imponenti sepolcri di due sfortunati amanti: la tomba di Pedro I, a destra, e quella di Dona Ines de Castro, a sinistra. Dalla navata sinistra si accede poi al Claustro de Dom Dinis, detto anche Claustro do Silenzio. All’interno del complesso monastico meritano, inoltre, una visita la Sala capitolare, il Dormitorio, la Sala dei monaci, il Refettorio, e la Sala dei Re.

Di tutt’altro tenore spirituale, ma ugualmente interessante, è, a poca distanza del monastero, il Museu do Vinho che illustra la produzione vinicola della regione e si fa apprezzare per la possibilità di degustazioni e acquisti.

Castello di Obidos

Obidos

La cittadina fortificata di Obidos rappresenta l’ultima tappa di questo nostro itinerario culturale che si snoda alle spalle di Lisbona. Il castello manuelino, del XVI secolo, e le possenti mura di origine moresca, rinforzate dai cristiani durante i tre secoli successivi, attraggono lo sguardo, ma queste strutture militari non sono l’unica ricchezza monumentale di Obidos. Sulla piazza principale del borgo, infatti, si può ammirare la Igreja de Santa Maria con i suoi soffitti dipinti e gli azulejos di epoca settecentesca. Fuori città è infine di un certo interesse l’acquedotto del XVI secolo.

L'itinerario in breve

L’itinerario si sviluppa nella regione centrale del Portogallo, lungo la direttiva nord sud partendo da Coimbra in direzione di Lisbona. Da Coimbra prendere la A1 direzione Lisboa. Dopo circa 80 km si esce a Fatima e si segue per Batalha. Da Batalha si segue la statale n.1 direzione Lisboa, dopo 5 km si prende la deviazione a destra per Alcobaca. Da Alcobaca prendere per Nazarè e dopo 6 km si imbocca l’autostrada A8 in direzione Lisboa. Dopo circa 30 km si esce per Obidos.

Vista di Obidos

Informazioni turistiche

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