Isole del Quarnaro
Un itinerario attraverso le isole del Quarnaro equivale a un tuffo nei colori dell’Alto Adriatico. Il verde della vegetazione fa da contrappunto all’azzurro del mare, che diviene blu intenso o scivola in un poetico turchese. Le atmosfere lunari di Pag si mischiano alla pietra dei campanili medioevali di Rab, e tutto, alla luce del tramonto, si ammanta di una luce dorata che inganna l’occhio e rapisce il cuore. I colori sono parte integrante della vita della gente, dei fazzoletti neri delle donne più anziane, delle sgargianti processioni dei santi patroni, delle barche, instancabili, che solcano il mare.
Testo di Cristiano Pinotti, foto di Angelo Fanzini

L'Isola di Krk
Krk, la più grande isola dell’arcipelago, intervalla rocce glabre a fitti boschi mediterranei che, di quando in quando, lasciano posto a raccolti borghi dal sentore medioevale, che raccontano la storia di queste terre di mare a lungo patrimonio della Serenissima.
Uno dei più interessanti insediamenti è senza dubbio Omisalj che incanta con le sue stradine strette, la loggia veneta del XVII secolo, la parrocchiale romanica di S. Maria e con le testimonianze romane della vicina Filfinium in cui si può ammirare una necropoli del I secolo d.C. Le località di Nijvice e di Maliska accolgono invece il visitatore con la bellezza delle coste, caratterizzate da spiagge di ghiaia e da qualche piccola insenatura seminascosta dalla vegetazione.
Entrando a Krk ci si immerge in piena epoca veneziana. Le mura rinascimentali, nelle quali si aprono le tre porte della città antica, dischiudono uno scenario fatto di chiese, palazzi nobiliari e costruzioni militari. La quadrangolare torre di guardia, costruita nel 1493, si contrappone al Castello dei Frankopani e alle sue due torri: quella poderosa, quadrata, che in epoca medioevale svolgeva la funzione di tribunale, e quella cilindrica, di epoca veneziana, posta ai piedi di un imponente bastione pentagonale dei primi anni del Quattrocento.


Poco distante ecco la cattedrale di S. Maria Assunta, edificio romanico, che negli anni ha subito più di un intervento. L’interno, scandito da tre navate, custodisce un pregevole pulpito barocco in legno, due amboni rinascimentali e alcune teche settecentesche. Attraverso un portico a volta, dalla cattedrale si accede alla basilica di S. Quirino, nella cui cripta, in età medioevale si celebravano le funzioni per i condannati a morte nell’imminenza dell’esecuzione della pena. Interessante una visita al Museo diocesano.
Punat è conosciuta per la sua marina che può ospitare più di 800 imbarcazioni. Autentico paradiso dei velisti si trova in un’ampia baia della costa sud-occidentale. Di fronte a Punat, Kosljun è un piccolo e tondo isolotto che, tra il folto della vegetazione, nasconde un convento francescano quattrocentesco, famoso centro di scrittura glagolitica e in cui sono conservati oltre 20.000 manoscritti. Se il richiamo del mare comincia nuovamente a farsi sentire, può essere piacevole puntare allora verso Baska, che accoglie i turisti con la sua lunghissima spiaggia e le sua acque limpide.

Cres e Losinj
Cres, separata dall’isola di Losinj da uno stretto braccio di mare scavalcato da un ponte, è praticamente divisa in due: la parte settentrionale vede imperversare la bora, l’area meridionale, più protetta, gode invece di un clima tipicamente mediterraneo.
La città di Cres è un piccolo scrigno di tesori d’arte: La loggia veneta, in cui ancora oggi si svolge il mercato; le mura, dalle quali spicca la torre merlata del secolo XVI; e poi tanti edifici e stemmi medioevali, confusi in un dedalo di calli che riportano, con evidente immediatezza, a tante località dell’opposta sponda adriatica. Tra i tanti monumenti di Cres, meritano particolare attenzione il Palazzo Arsan, edificio tardogotico attualmente sede del museo cittadino, la parrocchiale gotica di S. Maria delle Nevi, la chiesa di S. Isidoro e quella di S. Maria Maddalena.
Una quindicina di chilometri separano Cres da Lubenice, uno dei più antichi insediamenti dell’isola, magicamente sospeso su uno sperone di roccia che fa da basamento alle sue case attraversate da intricati passaggi anche sotterranei. Stupefacente è anche la vista verso il Lago Vrana, un purissimo specchio di acqua dolce, che si trova 16 metri sotto il livello del mare e che costituisce la più importante riserva idrica dell’intera isola.
Nel punto in cui Cres e Losinj quasi si congiungono, ecco Osor, città che conserva infiniti segni del passaggio del tempo. Le tombe dell’età del bronzo, risalenti a nove secoli prima della nascita di Cristo, si contrappongono alle mura megalitiche del IV-III secolo a.C., alle tante chiese e palazzi che testimoniano la ricchezza di epoca medioevale e rinascimentale. Meritano una visita il Palazzo episcopale, il Palazzo del Consiglio, l’oratorio di S. Gaudenzio, la Cattedrale e il Palazzo municipale.

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