Reflex digitali entry level

Nikon D40x (anno 2007)

Con la D40 Nikon ha indubbiamente aperto una nuova frontiera per le reflex digitali, grazie all'invidiabile rapporto prezzo/prestazioni che ha reso di colpo fuori mercato le compatte simil-reflex di fascia alta. Le mancavano però un po' di “muscoli” per insidiare anche la leadership del settore delle fotocamere amatoriali detenuta da Canon con la sua EOS 400D.

Nikon D40X

Ecco spiegato il motivo per cui Nikon, a distanza di pochi mesi dal lancio della sua “piccola” mette mano alla D40 con una iniezione di pixel da 6.1 a 10 megapixel, adottando anche su questo modello il sensore e la stessa risoluzione nominale delle sorelle maggiori D80 e D200. Migliorano anche lo scatto a raffica (3 fot/s per 100 immagini) e la gamma ISO (che parte da 100 ISO, per arrivare fino a 3200): nasce così la D40x che si affianca alla D40 “base” senza sostituirla.

La novità fondamentale della D40X consiste nell'adozione di un CCD che fa parte della famiglia DX in luogo del vecchio mutuato dai modelli Nikon della generazione precedente (D50, D70 e D100). Questa miglioria, unitamente all'installazione dello stesso otturatore della D80, ha portato con se come effetti positivi l'aumento della capacità dello scatto a raffica (grazie al Buffer più capiente e alla maggiore velocità di elaborazione del sensore stesso) e l'ampliamento della gamma ISO disponibile dai precedenti 200-1600 agli attuali 100-3200 (valore utilizzabile con una funzione particolare e solo a risoluzione ridotta). Il resto delle funzionalità sono ereditate completamente dalla D40 base, a cominciare dal sistema di misurazione Color Matrix 3D II che valuta luminosità, contrasto e temperatura del colore dell'immagine inquadrata.

Tutto sulle D40 è improntato alla semplicità: leggera da portare, grazie alle dimensioni estremamente compatte, favorite dall'adozione delle schede di memoria SD (Secure Digital) e SD-HC ad alta capacità, in luogo delle Compact Flash (come sulla D80), facile da usare, grazie ai numerosi automatismi in dotazione, ma anche facile da personalizzare e mettere a punto con il menu navigabile cui si accede dall'ampio display 2,5 pollici posto sul dorso del corpo macchina che raccoglie tutte le funzionalità disponibili. I formati di salvataggio dei files prevedono il NEF (RAW compresso) e il JPEG.

Questa rincorsa alla semplicità paga però il dazio della rinuncia a due elementi presenti invece nei corpi macchina delle reflex Nikon di gamma superiore: il display ausiliario sulla calotta e il motore autofocus che costringe ad optare esclusivamente per gli obiettivi AF-S e AF-I CPU dotati di motori autofocus incorporati, per avere gli automatismi necessari alla messa a fuoco. Massima attenzione pertanto alla compatibilità, nella scelta di obiettivi AF Nikon e universali quali Sigma e Tamron, perchè, se non dotati di motore interno funzionano senza automatismi. Gli algoritmi dell'autofocus, comunque, sono i medesimi delle più costose D80 e D200, a garanzia di livelli di precisione degli scatti pari a reflex di segmento superiore.

Dorso D40

Le Nikon D40 grazie ai modi Vari-Program sono in grado di operare automaticamente la scelta delle impostazioni e dei valori di sensibilità ISO più adatti per ogni inquadratura, a tutto vantaggio degli utenti meno esperti, ma non mancanao le classiche selezioni Program, Priorità dei tempi, Priorità dei diaframmi e Manuale. Da notare infine che il software eredita dalla D80 il menu Ritocca, dedicato a chi vuole personalizzare i propri scatti con filtri e correzioni senza operare con un programma di fotoritocco al computer.

Prezzi suggeriti al pubblico (IVA compresa). Euro 550,00 per la D40 con con ob. Zoom-Nikkor AF-S DX 18-55mm f/3.5-5.6G ED II. Euro 750,00 per la D40X in kit con lo stesso obiettivo + card SD da 1 Gb.

Canon EOS 400D (anno 2006)

Continua il costante lavoro di aggiornamento di Canon nel segmento delle reflex digitali, un mercato non più solo di nicchia per fotoamatori convertiti dall'analogico al digitale, ma dai numeri di vendita che si spostano verso il consumo di massa. Dopo la 30D è la volta della 400D che va ad affiancarsi in catalogo alla 350D, fino ad ora modello entry level della gamma. Sensore CMOS da 10,1 Mpixel con Sistema integrato di pulizia e schermo LCD da 2,5 pollici le novità di maggior rilievo.

Canon 400D

Se le differenze visive del corpo macchina della 400D sono minime rispetto alla 350D – cambiano l'impugnatura e ovviamente il dorso per ospitare l'ampio display - peso e dimensioni del corpo macchina sono pressoché identici al punto che è possibile utilizzare sulla nuova reflex l'impugnatura verticale BG-E3 e le batterie della 350D. Una scelta nel segno della continuità che però nasconde importanti e sostanziali migliorie tecniche.

Prima tra tutte il sensore CMOS da 10,1 Megapixel che porta all'esordio in casa Canon il Sistema di pulizia denominato “EOS Integrated Cleaning System”. Questa tecnologia si basa sulla generazione di vibrazioni ad alta frequenza che rimuovono la polvere dal filtro passa-basso, posizionato di fronte al sensore, ad ogni accensione della fotocamera (questa funzione è comunque disattivabile manualmente per consentire uno startup della macchina più veloce). Anche i meccanismi interni alla fotocamera sono stati progettati per ridurre al minimo la produzione di polvere.

Se questo ancora non bastasse Canon ha sviluppato un sistema Software, integrato nella suite proprietaria Digital photo Professional, chiamato “Dust Delete Data”, in grado di identificare i disturbi causati dalla presenza di punti di polvere sul sensore ed eliminarli in post produzione.

Prestazioni migliorate per il sistema autofocus che cresce da 7 a 9 punti di messa a fuoco, con il punto centrale ad elevata sensibilità (f2,8). Nonostante l'aumentata risoluzione delle immagini migliora anche il numero massimo di scatti consecutivi, passando da 14 a 27 in formato JPEG alla massima risoluzione e da 5 a 10 in formato RAW. Lo schermo LCD da 2,5 pollici ad alta risoluzione (230.000 pixel) e con angolo visuale da 160º, grande quasi il doppio rispetto al display della 350D, è il più luminoso della gamma EOS.

La nuova reflex eredita poi alcune caratteristiche presenti nei modelli professionali della casa, tra cui il processore DIGIC II, e le 6 preselezioni Picture Style con le quali è possibile attuare controlli su tonalità, saturazione, nitidezza e contrasto (Standard, Ritratto, Paesaggio, Neutro, Fedele, Monocromatico).

Dorso EOS 400D

Completano il quadro tecnico la sensibilità che varia da 100 a 1600 ISO, il bilanciamento del bianco a 9 preselezioni, la possibilità di salvare le immagini su schede Compact Flash nei formati JPEG, RAW e registrazione simultanea RAW+JPEG.

Prezzo suggerito (IVA compresa): 783,00 euro EOS 400D solo corpo.

Sony Alpha A100 (anno 2006)

Il mercato della fotografia digitale è in forte evoluzione, in particolare quello delle reflex digitali. Marchi storici della fotografia chiudono le attività o creano joint venture con i big player dell'elettronica di consumo. Non poteva mancare in questa sfida Sony, che raccoglie l'eredità tecnologica di Minolta per entrare alla grande nel settore delle reflex a obiettivo intercambiabile con il nuovo marchio “α” (Alpha).

Sony A100

La prima fotocamera a marchio Alpha è la A100. I fotoamatori riconosceranno il design della Dinax 5D Minolta, anche se migliorato da uno stile più moderno ed ergonomico. Un corpo macchina che porta in dote alla Sony A100 il sistema di stabilizzazione integrato del CCD che compensa i movimenti della mano del fotografo e l'attacco Minolta che garantisce la compatibilità con gli obiettivi sviluppati dalla casa giapponese per le sue reflex Maxxum/Dynax.

Da Sony, leader elettronico del digital imaging, arriva il cuore della macchina, un CCD da 10,2 Mpixel, che unito ad una nuova serie di ottiche Sony G e Carl Zeiss, sviluppate espressamente per la linea Alpha, e ad un basso prezzo di attacco, ne fanno una delle reflex digitali più competitive nella fascia delle entry level.

Lo stabilizzatore ottico integrato nel corpo macchina previene il rischio di micromosso negli scatti a mano libera, compensando le vibrazioni della fotocamera allo scatto dell'otturatore. Il vantaggio della sua integrazione nell'apparecchio si traduce anche in un potenziale risparmio rendendo di fatto stabilizzate tutte le ottiche del parco Sony, e inutile il ricorso a zoom stabilizzati, spesso di alto costo. Il sistema, unitamente al rivestimento antistatico presente sul sensore, agisce anche come strumento di protezione anti- polvere, vibrando ogni volta che si spegne la fotocamera.

Di nuova concezione è il motore di elaborazione immagini BIONZ. Il nuovo processore elabora i dati provenienti dal sensore dell'apparecchio, riducendo i livelli di rumore e ottimizzando la fedeltà di riproduzione dei colori. In più adotta Il dispositivo Dynamic Range Optimiser, una funzione che regola automaticamente l'esposizione delle immagini in condizioni difficili, soprattutto per preservare la resa dei dettagli nei punti più luminosi e nelle zone d'ombra in caso di soggetti a elevato contrasto o in forte controluce.

Tra i dati tecnici ricordiamo la sensibilità da 100 a 1600 ISO equivalenti; i tempi di otturazione da 30-1/4000s, Posa “B”; la velocità di scatto di 3 fotogrammi al secondo; l'autofocus TTL con sensore AF a 9 punti e sensore centrale a croce.

Dorso Sony A100

ll corpo macchina pesa solo 545 grammi (senza batteria) e dispone di un display da 2,5 pollici e 230.000 pixel sul dorso dell'apparecchio, dotato di un rivestimento anti-riflesso. I supporti di memorizzazione compatibili sono le schede Compact Flash e Memory Stick Duo/Pro (con adattatore) sulle quali è possibile salvare gli scatti nei formati JPEG e RAW. Per la connesione al computer è presente l'interfaccia: USB 2.0.

Prezzo al pubblico: 700 euro solo corpo; 800 euro (kit con ottica standard 18-70mm f/3,5-5,6).

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