San Pietroburgo, la città degli Zar

Il Palazzo d’Inverno

Capolavoro del Settecento, il Palazzo d’Inverno è un elogio allo sfarzo e alla magnificenza di una delle più importanti corti d’Europa. Dimora imperiale per oltre due secoli, è il frutto di continui ampliamenti e rimaneggiamenti architettonici che si affacciano sulla Neva, il meraviglioso e ampio fiume che tratteggia San Pietroburgo.

Voluto da Pietro il Grande, deve il suo massimo splendore alle imperatrici Elisabetta Petrovna e Caterina II che, a più mandate, incaricarono gli architetti di costruire questo autentico tripudio di stucchi, marmi e pietre dure. A cavallo tra il Settecento e l’Ottocento si susseguirono ulteriori rimaneggiamenti che hanno portato al compimento delle oltre mille stanze che costituiscono i suoi maestosi interni. Il Palazzo d’Inverno, fa parte dell’immenso complesso dell’Eermitage.

Incrociatore Aurora

La città sovietica

San Pietroburgo, come accennato, è stata anche una città sovietica. Decenni di vita trascorsi sotto il nome di Leningrado che, di tanto in tanto, riaffiorano e suscitano uno strano incrocio di sentimenti, fatti di decadenza, nostalgia, eroismo, spirito rivoluzionario, idee nobili e ideali traditi.

Alcuni simboli di quest’epoca, ancora oggi, si trovano per le vie e i canali della città. Uno dei più affascinanti e simbolici è, senza dubbio, l’Incrociatore Aurora, dal 1948 attraccato davanti alla Scuola Navale. All’epoca della Rivoluzione d’ottobre ospitava molti simpatizzanti delle idee progressiste e un suo colpo di cannone diede il via all’attacco al Palazzo d’Inverno.

Allo stesso modo la metropolitana, costruita in pieno regime sovietico, nella sua grandiosità e magnificenza, rappresenta un prezioso retaggio di un’epoca ormai tramontata. Dovendo scendere sotto il livello della Neva, a oltre 100 metri sotto il livello del suolo, la metropolitana accoglie i viaggiatori con scale mobili di altezza impressionante. Le sue stazioni sono interamente rivestite in marmo bianco e decorate con simboli comunisti.

La Metropolitana

L’Ortodossia

Tantissimi i luoghi di culto che punteggiano San Pietroburgo. Se non mancano sinagoghe e templi, è l’ortodossia cristiana a presentare il maggior numero di edifici sacri, spesso meravigliosi capolavori architettonici.

Blu, bianco e oro caratterizzano la cattedrale di San Nicola, una delle poche chiese aperte al culto durante il periodo sovietico. Quattro torrette angolari fanno da cornice alla cupola centrale, che sovrasta una complessa architettura formata da un susseguirsi di colonne incassate. L’edificio si compone di due livelli, nella parte sovrastante, riccamente ornata, si celebrano le funzioni.

Decisamente particolare per l’abituale stile cittadino, è la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, fatta costruire da Alessandro III, sul luogo dell’attentato in cui perse la vita lo zar Alessandro II, suo padre. Costruita a imitazione delle chiese moscovite, la basilica a cinque cupole, affiancata da un campanile con due scale, riprende le forme dell’architettura antico-russa e sorprende per i rivestimenti policromi che caratterizzano le facciate, in cui spiccano marmi, graniti e ceramica. L’interno è decorato a mosaico.

La maestosità di Sant'Isacco lascia senza fiato. All’architetto francese Auguste Montferrand ci vollero trent’anni per completare quest’immensa opera fondata su in instabile terreno paludoso, solidificato a forza di tronchi d’albero. La struttura portante in ghisa, dà forma a una pianta bizantina allungata, su cui si aprono quattro portici monumentali, costituiti da 112 colonne di granito rosso. La cupola dorata, anch’essa ingentilita da colonne, raggiunge i 102 metri d’altezza e conferisce slancio all’intero edificio. L’esterno è animato a una folla di statue, mentre all’interno, riccamente decorato, spicca una meravigliosa iconostasi, con mosaici e colonne di malachite e lapislazzuli.

Il monastero di Smolnyj, voluto dalla zarina Elisabetta Petrovna, è uno dei complessi architettonici più famosi di tutta la Russia, per l’esuberanza dei toni barocchi, ma soprattutto per gli avvenimenti dei quali fu silenzioso spettatore. Fu in questo palazzo, infatti, che la frazione rivoluzionaria bolscevica organizzò la presa del potere. Qui si mischiarono la fede ortodossa e la fede leninista. Qui, nella sala delle colonne bianche, venne eletto il primo Soviet dei commissari del popolo.

Chiesa del Salvatore

I dintorni: Tsarskoe Selo (Alexander Pushkin)

A 25 km dal centro, attraversando una periferia composta da tristi palazzi, puntuale contrappunto alla maestosità zarista, si raggiunge una delle più belle residenze estive degli imperatori russi: Tsarskoe Selo, una tenuta con interni di bellezza incantevole, circondata da un enorme parco con giardini all'italiana e da padiglioni e palazzi di assoluto valore.
Pezzo forte dell’intero complesso è il Palazzo di Caterina, al cui interno spiccano lo Scalone di Gala, la Sala Grande realizzata in un barocco opulento, la Sala Bianca o dei Cavalieri decorata in legno scolpito, il Gabinetto d’Ambra e l’appartamento dello zarevic Paolo di gusto neoclassico.

Informazioni turistiche

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