Sicilia orientale: patrimonio di storia e cultura
Poche terre possono vantare una storia complessa, ricca di relazioni, intrecci, rapporti con il Mediterraneo e l’Europa paragonabile a quella siciliana. Se poi a questo immenso patrimonio si aggiunge la presenza del maestoso e turbolento Etna e gli echi della prosa verghiana, è facile intuire come si possa seguire un itinerario nella Sicilia orientale, senza impigrirsi sul bagnasciuga.
Testo di Cristiano Pinotti, fotografie di Angelo Fanzini

Da Catania a Taormina
Lasciata Catania alle nostre spalle, i primi centri che incontriamo sono Aci Castello ed Aci Trezza, paesi che sembra di conoscere da sempre, dove “Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia…” Le parole di Verga, i suoi romanzi e le sue novelle, uniti alla presenza greco-romana saranno il filo conduttore del nostro vagare in questa terra di Sicilia che - lo diciamo subito e una sola volta, per non doverci ripetere all’infinito – se fosse correttamente e adeguatamente valorizzata per le sue infinite possibilità, tornerebbe ad essere l’antico granaio dell’impero, dove le spighe/turisti ondeggiano tra mare, storia e cultura.
Seguiamo lo Ionio, dove spumeggia la sfortunata prua della “Provvidenza”, e raggiungiamo Taormina. Qui cominciamo a gustare il primo assaggio di Sicilia classica. Dell’antica Tauromenion il pezzo forte è senza dubbio il teatro, che ammiriamo nella sua ristrutturazione di epoca imperiale romana. Si accede alla grande cavea (109 metri) attraverso una gradinata tagliata nella roccia, da dove si gode di una splendida vista sul mare sottostante. La mano latina si nota nella trasformazione dello spazio, in origine riservato all’orchestra, in arena da gladiatori e per l’aggiunta del corridoio e del parapetto, tipico degli anfiteatri.
La chiesa di S. Caterina sorge poi su un tempietto del IV secolo a.C., al pari di San Pancrazio costruita su un piccolo tempio dedicato a Iside, le cui originarie strutture sono facilmente identificabili sul lato sinistro della chiesa. In città meritano una visita inoltre il quattrocentesco Palazzo Corvaja, oggi sede del museo di arti popolari; in piazza Duomo la severa cattedrale consacrata a San Nicolò, e il Palazzo dei Duchi di S. Stefano, di epoca normanna, che presenta bifore e archi trilobati di evidente matrice musulmana.

La natura: la gola dell'Alcantara e il parco l'Etna
Dopo una sosta alla suggestiva gola dell'Alcantara, scavata dal fiume omonino tra pareti di rocce basaltiche, entriamo nel Parco Naturale dell’Etna, un paesaggio fatto di boschi e di colate laviche, di grotte e di piste da sci, che offre innumerevoli spunti per escursioni a tutti gli amanti della natura, che qui si scopre nella sua veste più amena e terribile. La salita verso i crateri, o la visione notturna dell’attività vulcanica sono spettacoli che difficilmente si possono dimenticare.
Ai margini del parco ci attira una cittadina famosa non tanto per i suoi monumenti o per la sua Sagra del pistacchio. Bronte, infatti, è la “Libertà” di Verga, la novella che, pur infarcita di fraintendimenti risorgimentali e monarchici, fa emergere la voglia di riscatto delle “berrette” sui “cappelli”, la voglia di terra, di vita, di libertà, per quella massa umana cui questi privilegi erano da sempre negati. Bronte, al di là della trasposizione letteraria, nell’agosto 1860, è stata lo scenario di una breve sommossa popolare soffocata nel sangue da Bixio, uno dei più celebrati eroi garibaldini.


Siracusa archeologica: Neapolis
Lasciamo ancora una volta l’Ottocento per tuffarci nuovamente nell’antichità. Nel Parco archeologico di Neapolis a Siracusa si possono ammirare l’immensa cavea (138 metri) del Teatro greco, con i suoi 67 ordini di gradini, giunto a noi nell’ampliamento voluto da Ierone durante il II secolo a.C e con la zona dedicata all’orchestra che presenta adattamenti di epoca romana; l’Anfiteatro romano, un’imponente costruzione con una gradinata di grande effetto spettacolare; l’Ara di Ierone II, un altare per sacrifici pubblici di cui è rimasto esclusivamente l’enorme basamento.
Da non perdere una visita alle Latomie, antiche cave di calcare famose in special modo per la latomia del Paradiso, che conserva l’Orecchio di Dioniso, una grotta artificiale di incredibile effetto acustico; alle Catacombe di San Giovanni e alle sale del Museo Archeologico Regionale.
Il tour della Siracusa archeologica si può completare con il Castello Eurialo, otto chilometri fuori città, un gioiello di ingegneria militare antica voluto dal tiranno Dioniso il Vecchio nel IV secolo a.C., i cui ruderi si estendono su un’area decisamente molto vasta.


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