Andalusia: Siviglia, Ronda e i Pueblos Blancos

Per molti turisti dire Spagna, significa pensare all’Andalusia. La vasta regione, a sud della penisola iberica, sinonimo di sole, spiagge, cielo azzurro, incantevoli paesini rubati al tempo, incastonati nelle diverse Sierre, che ne caratterizzano la mossa morfologia. Flamenco, chitarre e toreri hanno però creato uno stereotipo che, per molti aspetti, ricorda il nostrano “spaghetti e mandolino”. Un quadro, come sa chi viaggia con gli occhi ben aperti, che pur cogliendo alcune caratteristiche, sorvola sugli aspetti salienti di un mondo impossibile da rinchiudere in tre parole.

Testo di Cristiano Pinotti, fotografie di Angelo Fanzini

La cattedrale

L’Andalusia è infatti una regione tanto vasta quanto complessa, che raccoglie una storia millenaria in cui si sono intrecciate la vicenda fenicia, quella romana, la parentesi visigota, il lungo periodo arabo, il secolo d’oro e la progressiva decadenza. Frammenti di storia, d’arte, di cultura, nei secoli, hanno forgiato l’attuale Andalusia che, stanca di cercare lavoro al nord, sta cercando di valorizzare al meglio la sua più grande risorsa: una bellezza che non ha pari.

Il nostro percorso nelle terre di Al-Andalus, come la definivano gli arabi, è un itinerario che prende le mosse da Siviglia ma offre una visione del territorio sivigliano attraverso molteplici spunti particolari, tante tessere di un mosaico unico e imperdibile.

Siviglia

Concentrare la città andalusa in poche righe è un’impresa ardua. Così com’è praticamente impensabile volerla conoscere in una sola giornata. Siviglia è una bella donna, mollemente adagiata sul letto del Guadalquivir, raffinata, elegante, sicura di sé e del proprio fascino. Una donna caliente, specialmente se si percorrono le sue strade sotto il solleone di luglio e agosto. Osserviamo, quindi, alcune delle sue tante bellezze, con la consapevolezza di gettare solo uno sguardo sul capoluogo dell’Andalusia.

La Giralda e la Cattedrale sono i primi catalizzatori di sguardi. Monumento gotico di rara bellezza e maestosità, la quattrocentesca cattedrale di Siviglia, edificata in piena epoca di Riconquista sulle spoglie della moschea cittadina, è un’enorme costruzione scandita da archi rampanti, contrafforti e pinnacoli. L’interno, suddiviso in cinque navate, è un grandioso susseguirsi di cappelle, vetrate, cancellate che sublimano nella Capilla Mayor (spettacolare il retablo fiammingo) e nella Capilla Real.
Dalla navata di sinistra si accede al Patio de los Naranjos, un aranceto contornato da arcate moresche, e alla Giralda. Simbolo cittadino, l’antico minareto del califfo Abu Yaqub Yusuf, trasformato in torre campanaria nel Cinquecento, raggiunge i 70 metri d’altezza ed è sormontato dal “Giraldillo”, la statua girevole, che simboleggia la Fede.

L'Alcazar

Completamente trasformati, i Reales Alcazares rappresentano un cocktail di stili architettonici. Antica fortezza romana, l’Alcazar è giunto ai giorni nostri attraverso molteplici rimaneggiamenti da parte araba, dei re cattolici e di Carlo V. Le migliori testimonianze del periodo arabo e mudejar sono il Patio de las Doncellas, il Salon de Embajadores, il Patio de las Munecas e i celebri giardini con palme e aranci. Di gusto chiaramente rinascimentale il Salon de Carlos V, impreziosito da arazzi di Bruxelles che narrano la conquista di Tunisi.

Il quartiere ebraico e Plaza de España

Ricco di fascino, il quartiere del Barrio di Santa Cruz, l’antico ghetto ebraico della città, è caratterizzato da piccole e raccolte piazze, strade strette e tortuose. Qui si respira l’atmosfera medioevale di una città che ha saputo valorizzare il proprio passato. Da non perdere l’Hospital de los Venerables.
Chi è in vena di passeggiate rilassanti, non può assolutamente mancare una visita al Parco di Maria Luisa, un romantico giardino culminante nella novecentesca Plaza de España, il cui semicerchio, chiuso da due alte torri, illustra, attraverso 58 decorazioni in azulejos, un evento storico di ogni provincia spagnola.

Plaza de Espana

Tra le altre attrazioni cittadine citiamo infine: la Plaza de San Francisco, la Calle de los Sierpes, il Palacio de la Condesa de Lebrija, la Casa de Pilatos, la Torre del Oro, l’Hospital de la Caridad, la basilica de la Macarena, il Convento di Santa Paula, il Museo di Belle Arti, magnifica pinacoteca dedicata alla pittura spagnola del “Siglo de Oro”, e La Maestranza, la celebre Plaza de toros.

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