Slovenia alpina: viaggio tra emozioni di terra e di acqua

Bled: la chiesa di Santa Maria

La gita in pletna è allietata quasi sempre da una singolare colonna sonora, le campane della chiesa di Santa Maria, meta di pellegrinaggio sin dal Medioevo. Ancora prima, sull’isola gli antenati sloveni veneravano Živa, l'antica dea slava di amore e di fecondità. Forse qualcosa di questo substrato ancestrale rimane nel fondo della leggenda legata alla campana della chiesa che, si narra, abbia la facoltà di avverare i desideri: basta tirare per tre volte di seguito la corda che scende direttamente sull’altare.

Bled, la chiesa di Santa Maria

Sempre secondo la leggenda, la campana attuale, di bronzo, avrebbe sostituito quella originale d’oro che sarebbe affondata nel lago intorno al 1500 e che, quando tira forte il vento, si sentirebbe ancora risuonare dal fondo del lago. Al di là del tessuto un po’ fiabesco che compenetra quest’isola alpina, è la reale purezza dell’aria e il beneficio delle acque termali ad avere assicurato a Bled un posto di primo piano tra le località di benessere europee, sin dai primi del Novecento quando il lago divenne stazione balneare dell’Impero Austriaco attirando il fior fiore dell'aristocrazia europea.

Bohinj

A 30 km da Bled si trova l’altra perla glaciale delle Alpi solvene: il lago di Bohinj, cuore dell’omonima località. E’ questo il più grande lago naturale della Slovenia ed il miglior modo per conoscerlo è semplicemente quello di fare un giro completo attorno al suo bacino. Si tratta di un itinerario non impegnativo che consente di incontrare alcune curiosità, lungo il percorso, quali gli ondulati prati di Ukanc, il cimitero militare dei soldati della prima guerra mondiale a Ukanc, la cascata della Savica e la forra della Mostnica.

Predjiama

Il punto di partenza è la chiesetta di sv. Janez posta sul margine est del lago, dove si trova anche l’ampia insenatura di Fužine. Il lato più soleggiato, attraente e silenzioso si svela girando verso la riva nord, alla fine dell’insenatura. Dopo aver seguito una larga carrareccia prima, una stradina forestale dopo, si arriva ai prati di Ukanc, una visione a dir poco riappacificante. Lungo il cammino si segue la strada fino all’incrocio sotto al monte Vogel per poi avviarsi lungo un passeggio che si sviluppa parallelo alla strada principale.

Prima di tornare al punto di partenza, si passa accanto alla chiesetta di sv. Duh. Bohinj – che si trova a 60 km dall’aeroporto Brnik di Lubiana, collegata con autobus locali in partenza ogni ora dalla capitale – è considerata una meta ideale per avventurarsi in gite ed escursioni nei dintorni in montagna, sempre seguendo sentieri ottimamente segnati. Il suo lago è famoso ed apprezzato per la pesca nei fiumi alpini.

Ma a costituire un vero tesoro, in questo angolo selvaggio incastonato tra le alte montagne, è di sicuro il profondo clima di tranquillità che si respira, godibile nei rifugi sparsi nel territorio (se ne contano almeno otto), ma anche negli attrezzati alberghi che sono sorti lungo il lago, sempre nel rispetto dell’ambiente e della natura che da questa parti sembra davvero avere l’ultima parola sull’uomo.

Slovenia, il fiume Isonzo

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