Torino storica e contemporanea
Un Antonello Venditti di tanti anni fa definiva Torino come “Napoli che va in montagna”. E benché tutte le epigrafi, soprattutto quelle dedicate a una città, riescano a mettere in luce solo una, o poco più, delle caratteristiche di un’area, la città dei Savoia ancora oggi pare far fatica ad allontanarsi dallo stereotipo in cui la gran parte degli italiani l’ha relegata.
Testo e foto di Cristiano Pinotti e Angelo Fanzini

Complice un’attività industriale che ha ben pochi riscontri nel Paese, Torino per decenni è stata assimilata alla FIAT all’esodo legato al lavoro, alle opportunità del mondo dell’automobile. Così, questa patina industriale indissolubilmente avvinghiata alla “lotta di classe”, ha coperto il bello, tutto quanto c’è di interessante in una metropoli “made in Italy”, stretta tra il suo fiume e le sue montagne ed esplosa di inebriante voglia di vivere durante le Olimpiadi invernali.
Un evento sportivo, per una volta anche in Italia, è stato volano della riscoperta di una città, che specchiatasi nel ghiaccio di un pista da pattinaggio si è finalmente ritrovata bella ed elegante, orgogliosa di un ricco passato e proiettata nel pieno di una vitalità contemporanea fatta di design, tecnologia e arte.

Il patrimonio architettonico barocco e liberty
Torino è la città del barocco, del liberty, delle residenze reali, dei ponti e dei portici del centro cittadino, ma anche di tante nuove opere che ne hanno trasformato l’estetica, per secoli confinata nel perimetro “a scacchiera” del Quadrilatero romano che, ancora oggi, ne contraddistingue il centro storico.
Il patrimonio architettonico, com’è ovvio che sia, va a totale merito dei Savoia che affidarono la loro capitale ad architetti del calibro di Ascanio Vitozzi, Carlo e Amedeo di Castellamonte, Benedetto Alfieri, Filippo Juvarra e Guarino Guarini. È la Torino barocca, quella della “Corona di Delizie”: un circuito di quattordici Residenze Reali, urbane ed extraurbane, dichiarate “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO nel 1997.

Il centro storico
In piazza Castello, cuore della città, brilla Palazzo Madama, di origine romana, con un corpo medioevale più volte rimaneggiato lungo i secoli, deve il suo aspetto attuale all'intervento di Filippo Juvarra, l'architetto principe della Torino Barocca che nel 1721 ne ha rivoluzionato la facciata occidentale e gli interni con l'atrio e il monumentale scalone.
Sull'adiacente Piazzetta Reale, incorniciata dalla cancellata ottocentesca, si affaccia il Palazzo Reale, residenza dei Savoia fino al 1865, con i suoi sontuosi interni che ospitano il Museo di Antichità, mentre a lato della piazza si stacca la guglia della chiesa reale di San Lorenzo dalla notevole cupola a tre livelli.

Pochi passi lungo via Accademia delle Scienze e si incontra Palazzo Carignano con la sua spettacolare facciata in cotto e l'ex Palazzo dei Nobili (sede del Museo Egizio), entrambe opere del Guarino Guarini, preludio dell'elegante piazza San Carlo, il salotto di Torino incorniciato da splendidi palazzi e dalle chiese gemelle di San Carlo e Santa Cristina.
Spostandoci lungo il Po si torna alle residenze reali con il Castello del Valentino, oggi sede della Facoltà di Architettura, mentre alle porte della città ecco la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la Reggia di Venaria Reale e il Castello di Rivoli.
Su questo impianto fortemente barocco, nella seconda metà dell’Ottocento aleggia l’arte liberty che contribuisce a ridisegnare i viali, le piazze e le residenze borghesi. Proprio in questo periodo Alessandro Antonelli, su richiesta della comunità ebraica concepisce quello che diverrà l’edificio simbolo della città: la Mole, un’immensa costruzione alta ben oltre i 160 metri (ora sede del Museo Nazionale del Cinema) che, grazie all’ascensore panoramico, permette di ammirare uno splendido panorama della città.

