Torino storica e contemporanea
L'architettura contemporanea
Negli ultimi anni, complice soprattutto l’assegnazione dei giochi olimpici del 2006, Torino ha vissuto un’evidente trasformazione, una complessa rivoluzione urbanistica che sta restituendo una città più vivibile, moderna e dal respiro europeo.

La geografia urbana è stata affidata ad architetti di fama mondiale. La simultanea presenza di grandi architetti come Arata Isozaki, Renzo Piano, Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Mario Bellini, Mario Botta, Norman Foster e Jean Nouvel ha permesso a Torino di integrare diversi linguaggi architettonici nel tessuto urbano originario. Non solo impianti sportivi fini a se stessi, ma edifici della città e per la città, pulsanti di vita anche a riflettori spenti.
Il PalaOlimpico
Il PalaOlimpico, ideato dall'architetto giapponese Arata Isozaki, è un rigoroso parallelepipedo rivestito in acciaio inox con una base in vetro, una struttura avveniristica che si relaziona mirabilmente per forma, dimensioni e materiali, con l'adiacente stadio Olimpico, rivisitazione dell'ex stadio comunale risalente agli anni '30 del secolo scorso ed ora riconsegnato alle tifoserie granata e juventina.
L'ex Palahockey oggi trova nuovo utilizzo come struttura polivalente per una grande varietà di impieghi: sport, concerti, spettacoli, congressi, manifestazioni, grandi eventi. La mobilità delle parti divisorie interne, infatti, offre alla struttura una grande flessibilità d'uso.

L'Oval e l'Arco Olimpico
L’Oval Lingotto, che durante i XX Giochi Olimpici Invernali è stato sede delle gare di Pattinaggio di Velocità ed ora è destinato a ospitare manifestazioni fieristiche o sportive, sorge proprio a fianco dell’antico stabilimento Fiat. La sua facciata a nord, completamente vetrata e parzialmente curva, mette in relazione l’edificio con il Lingotto in un simbolico confronto visivo, cui contribuisce la plastica silhouette dell'Arco Olimpico, la passerella pedonale che, con la sua spettacolare arcata unica, oltre a collegare il quartiere dell'ex villaggio olimpico, costituisce un vero e proprio simbolo visivo per la città.
Il Lingotto
Parlare del Lingotto e di storia industriale italiana è un tutt'uno. La fabbrica simbolo della FIAT, modello di razionalismo architettonico, grazie al lavoro di riqualificazione dell'architetto genovese Renzo Piano, rinasce nel 1995 per restituire alla città un grande spazio polifunzionale dedicato ai servizi. Da non perdere una visita alla pista sopraelevata sul tetto dell'edificio, ex circuito di collaudo delle auto, per ammirare i due gioielli di vetro e acciaio che impreziosiscono la struttura: la “Bolla” e lo “Scrigno”, quest'ultimo sede della Pinacoteca “Marella e Giovanni Agnelli”, inaugurata nel 2002.

Il Palavela
Il Palavela, disegnato originariamente da Annibale e Giorgio Rigotti per l’Esposizione Internazionale di Italia ’61, è stato profondamente reinterpretato da Gae Aulenti e Arnaldo De Bernardi. Sotto la grande volta a vela, trova oggi collocazione un edificio strutturalmente indipendente, dove vengono ospitate esposizioni temporanee ed itinerari interattivi.
La Chiesa del “Santo Volto”
Per completare questo tour nella Torino contemporanea gli appassionati di architettura non potranno mancare una visita alla parrocchia del “Santo Volto” progettata dall'architetto ticinese Mario Botta. La nuova chiesa si presenta con un impianto a torri circolare, fortemente plastico, una presenza che si colloca pienamente nel contesto urbanistico del nuovo quartiere Spina 3. Di rigorosità scandinava gli interni e originalissimo il campanile, frutto del geniale recupero della ciminiera delle ex acciaierie FIAT.

