Libri: recensioni e proposte di lettura di narrativa e saggi

Ovidio Guaita: Il Viaggiatore – manuale per turisti ed esploratori

Ovidio Guaita, un fotoreporter che girando attorno al mondo per lavoro ha acquisito una notevole esperienza in materia di viaggi, dopo aver pubblicato per la Mondadori “L’ABC del viaggiatore”, mette a disposizione sul sito www.ilviaggiatore.info un e-book in formato digitale PDF: Il viaggiatore – manuale per turisti ed esploratori (p. 176, € 19,00).

Il ViaggiatoreIn questo libro sono affrontati tutti gli argomenti relativi al viaggiare: dalla parte preparatoria con la scelta della meta, dei mezzi di trasporto e della pianificazione dell’itinerario, alla parte relativa al viaggio vero e proprio, con tutte le sue problematiche collegate, come il cambio della valuta, gli spostamenti, il vitto e l’alloggio. Non è trascurata nemmeno la parte finale con il ritorno a casa e i controlli delle spese sulle carte di credito e qualche consiglio su come scaricare le spese e vendere le proprie foto.

Molto interessante risulta il capitolo che propone i più suggestivi itinerari su rotaia, dall’Orient-Express alla Transiberiana. Arricchiscono il manuale un’appendice con il glossario dei termini più usati, indirizzi e contatti di associazioni, enti turistici e compagnie aeree.

L’autore tende a suggerire in generale un’organizzazione in proprio del viaggio, che porta a migliori risultati sia a livello economico, sia a livello di approfondimento del paese visitato, delle persone e della cultura che si vanno ad incontrare. Un modo di viaggiare diverso da quello preconfezionato dai tour operator per le masse di turisti che invadono quei villaggi vacanze che Beppe Severgnini ha definito “non luoghi”, in quanto uguali in tutte le parti del mondo.

Le informazioni contenute, per qualsiasi persona che ha esperienza di viaggi organizzati in proprio, non aggiungono nulla di nuovo, ma chi invece si è sempre affidato alle agenzie di viaggio o sta per affrontare per la prima volta un viaggio fai-da-te troverà nel libro preziosi consigli. Ovviamente i contenuti, che sono di carattere generale, non prescindono dall’utilizzo di una buona guida che è parte fondamentale per affrontare in modo pienamente soddisfacente un viaggio.

Il formato elettronico del libro, seppur comodo in quanto facilmente raggiungibile e archiviabile non è, almeno per il sottoscritto, di comoda lettura. Per questo è da prevedere, per una migliore fruizione, una stampa dello stesso.

Recensione di Gianni Mezzadri

Jean-Michel Thibaux: Il Tesoro dell'Abate Sauniere

Alla base del famosissimo Codice da Vinci di Dan Brown sta tutta la mitologia legata al paesino francese di Rennes-le-Chateau e all'abate Berenger Saunière che ne fu parroco dal 1885 al 1917. In tale periodo l’abate intraprese non solo costosi lavori di restauro della chiesa, ma pure fece costruire per sé edifici principeschi con soldi che la Chiesa accusò di aver recuperato dalla “vendita” illegale di messe, e che la mitologia esoterica successiva fa invece derivare dalla scoperta del tesoro del sacco di Roma da parte dei Visigoti, che poi avrebbero nascosto nelle grotte dell'Aude, regione del sud della Francia, ai confini con la Spagna.

Il Tesoro dell'Abate SauniereLa capitale del loro insediamento fu Rhédae, che nel periodo di massimo splendore, nel 1062 all'epoca dell'invasione dei Franchi, contava forse 30.000 abitanti. La zona fu però in seguito travagliata da conflitti, pestilenze, carestie che ne decimarono la popolazione e dal 1362 la contea venne ribattezzata Razès e Rhédae – rasa al suolo – e Rhennes-le-Chateau, perdendo qualsiasi velleità di centralità politico-geografica.

Più di 500 anni dopo ecco svolgersi la vicenda dello strano parroco di un borgo montano di nessuna importanza e dei misteri legati al denaro che egli riesce a ottenere per la Chiesa e per se stesso.

Thibaux, nel suo romanzo "Il Tesoro dell'Abate Sauniere" (Sonzogno, 430 p., € 18), pur non tralasciando l'ipotesi mitologica del tesoro e degli ordini esoterici in lotta per il suo possesso, prima di tutto ci vuole dare un ritratto il più possibile fedele e storicamente documentato dell'uomo e del mondo in cui visse. Un prete di montagna, a contatto con gente dura e superstiziosa, legata alla Repubblica e diffidente della Chiesa.

Un uomo profondamente religioso ma contemporaneamente subissato da brame corporali e dal desiderio di elevare le proprie miserrime condizioni. Un uomo che di fronte al tesoro dei visigoti (Thibaux da per buona l'ipotesi mitologica) rifiuta di farvi beneficiare esclusivamente i potenti che se lo contendono per dimostrare la propria supremazia in un Europa sempre più lanciata verso il baratro inesorabile delle guerre mondiali, ma ne trattiene parte non solo per sé, ma anche per la propria comunità e per ricompensare la giovane Marie Denarnaud per avergli fatto da serva e da amante.

Un uomo in grado di conquistare il rispetto dei propri grezzi parrocchiani dimostrandosi fisicamente in grado di subissarli, ma contemporaneamente ansioso di gustare i lussi e la vita mondana di Parigi. Sempre in bilico tra mito e realtà storica, Thibaux ha il merito di indagare la vita di Saunière, i luoghi ed il tempo in cui visse ben al di là dei limiti del romanzo.

E chi davvero fosse interessato sia al mito che alla storia può consultare il sito ufficiale dedicato ai misteri di Rennes-le-Chateau (www.renneslechateau.com) - e un sito italiano con documenti e con interi saggi esplicativi sia a favore che critici contro l'ipotesi del tesoro (www.renneslechateau.it). In particolare quest'ultimo contiene un'utile sezione dedicata a “I viaggi nell'Aude” dove possiamo scoprire come arrivare nella regione e quali interessanti vestigia storiche visitare.

Recensione di Francesco Mazzetta

James Lee Burke: Ultima corsa per Elysian Fields

Cosa farà Dave Robicheaux nella New Orleans di oggi, messa in ginocchio dalla natura e dalla stupidità degli uomini (per dirla con Michael Moore: dov'erano gli elicotteri della guardia nazionale quando ce n'era bisogno per portare in salvo vite umane nella Louisiana allagata?).

Ultima corsa per Elysian FieldsPer il momento non lo sappiamo: Ultima corsa per Elysian Fields (Meridiano Zero, 377 p., € 15,50) è stato scritto prima del disastro ambientale ma non di meno un diverso tipo di disastro incombe su Dave. La casa bruciata, la moglie morte, la figlia lontana, il negozio di esche sul bayou ceduto a Batist, il vecchio nero che l'aiutava a condurlo.

Anche la compagna della polizia di New Iberia, Helen Soileau si è in qualche modo allontanata da lui quando il suo nuovo incarico di capo della polizia le impone un approccio meno diretto ai problemi, quale è quello invece preferito da Dave. Approccio spesso deleterio, perché i problemi che si trova ad affrontare non sono semplici delinquenti dal grilletto facile, ma piuttosto nodi contorti di ingiustizie che ramificano nel passato schiavista per sbocciare in un presente ancora più cieco e disumano.

E' ficcandosi a testa bassa nei problemi che Dave scopre che lo spaccio illegale di alcolici ai minorenni (con il corollario di un'auto schiantata contro un albero in cui bruciano vive tre ragazze) ha molto a che vedere con l'assassinio avvenuto molti anni prima di un prigioniero nero del carcere di Angola – un prigioniero che pensava che la propria musica potesse in qualche modo renderlo diverso e libero -, e che queste due cose insieme hanno molto a che fare con i residui della lavorazione del petrolio scaricati sulla terra della popolazione di colore trasformando quest'ultima in un ricettacolo di veleni che fa ammalare e morire persone e cose.

Dave anche stavolta fa molti errori, ed attacca anche le persone sbagliate. Ma chi è davvero innocente tra i grandi proprietari terrieri di un tempo – ovviamente bianchi – e i magnati del petrolio di oggi, che sfruttano le nuove guerre per diventare ancora più ricchi? Dave riuscirà anche stavolta a risolvere almeno in parte un caso ingarbugliato quanto la rete dei bayou, ma il prezzo pagato sarà stavolta ancora più alto del solito.

Per consolarsi Dave pensa al : «[...] Paese in cui ero cresciuto e per cui avevo combattuto come soldato e come agente di polizia. Era il miglior Paese del mondo, il più nobile, il più equo, il più democratico esperimento della storia dell'uomo. Era un luogo grandioso e fantastico in cui vivere, per cui valeva la pena di combattere, come avrebbe detto Ernest Hemingway. Thomas Jefferson lo sapeva, e lo sapevano anche Woody Guthrie, Dorothy Day, Joe Hill, Molly Brown e i sindacati. [...]

E al diavolo tutti i politici e i capitani d'industria che ingigantivano i tiranni del Terzo Mondo in modo da inculcare la paura nei loro elettori in America. L'America era sempre l'America, il Paese che tutto il mondo tentava di emulare, in cui il rock e le poesie beat di Jack Kerouac sarebbero sopravvissuti a tutti gli interessi veniali che la minacciavano».

Recensione di Francesco Mazzetta

Mario Gerosa e Aurélien Pfeffer: Mondi virtuali

"Dove sei stato in vacanza? Nel Monastero di Shing Jea, nell'Impero di Cantha e nella Valle di Alterac ad Azeroth. Ti sei divertito?
Certo! Figurati che il nostro accompagnatore ci ha permesso di assistere ad un violentissimo scontro tra due delle Gilde più potenti. Avresti dovuto vederlo! Globi di energia che spazzavano il campo, nugoli di frecce che oscuravano il cielo, negromanti che resuscitavano i cadaveri dei nemici lanciandoli contro coloro che una volta avevano come alleati! E poi siamo anche stati portati a vedere le miniere degli orchi nella Valle di Alterac, con tutto il bestiario incantato che riescono a produrre. Ci hanno anche fatto provare a portare un drago in volo sulla valle!"

Mondi virtualiQuello che precede è un possibile dialogo tra due persone, la seconda delle quali ha sperimentato un nuovo tipo di vacanza: quella nei mondi virtuali. I mondi virtuali sono i MMOG (massive multiplayer online game) ed in particolare i MMORPG (quelli che si basano sul gioco di ruolo: role playing).

Ce ne parlano Mario Gerosa e Aurélien Pfeffer in Mondi virtuali (Castelvecchi, 350 p., € 24). In questo libro, accompagnato da illustrazioni “montate” seguendo il “mood” dell'esposizione esattamente come la colonna sonora segue la trama in un film, Gerosa e Pfeffer ci parlano dei MMOG insistendo sul fatto che non siamo più di fronte a “semplici” giochi ma appunto a veri mondi virtuali in cui milioni di persone vivono, hanno dei rapporti sociali, sviluppano un'economia virtuale che non ha nulla da invidiare a quella reale (e che a volte ad essa s'aggancia), sollevano delicati problemi politici ed etici. Tutto ciò con una grafica che se non è “realistica” come quella del mondo vero, può in compenso disporre di tutti i possibili ritrovati architettonici ed ambientali che la fantasia può immaginare.

Proprio uno dei due autori, Marco Gerosa, socio del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica: www.gist.it), sta cercando di costituire un'agenzia viaggi per mondi virtuali quali Guild Wars e World of Warcraft (i due giochi citati nel dialogo immaginario all'inizio). Questi viaggi porterebbero i turisti virtuali non solo in affascinanti terre di fantasia, ma permetterebbe loro anche di conoscerne i protagonisti, come David Storey, l'australiano che in Project Entropia (un MMORPG fantascientifico) ha acquistato un'intera isola per 26.500 dollari veri facendone un ritrovo VIP all'interno del gioco o Andrew Tepper il creatore e faraone supremo di A Tale In The Desert, mondo virtuale ambientato nell'antico Egitto.
Una vera e propria alternativa al mercato ormai apparentemente saturo del turismo, con la possibilità di lanciare una nuova, promettente professione.

Recensione di Francesco Mazzetta

Ryszard Kapuscinski: In viaggio con Erodoto

Chi fu il primo reporter della storia? Secondo Riszard Kapuscinski, autore di interessanti libri-reportage da tutto il mondo (consigliati specialmente Ebano, Imperium e Sha-in-Sha) è stato Erodoto che con le sue Storie ha raccontato le vicende storiche della sua epoca con il punto di vista di un giornalista.
Ha visitato i paesi di cui ha raccontato le vicende, ha raccolto testimonianze, analizzato il contesto socio-culturale e tratto le conclusioni mantenendo le riserve necessarie quando si riportano le storie riferite da altri.

In viaggio con ErodotoKapuscinski sente in Erodoto una sua anima gemella, una persona che, come lui mossa “dalla curiosità del mondo, dal desiderio di esserci, di vedere e sperimentare tutto di persona”, affronta lunghi viaggi e spedizioni rischiose per raccontare la Storia. Le Storie di Erodoto si intersecano con le vicende di Kapuscinski come inviato in India, in Cina, in Africa e in Iran, in un alternarsi di salti temporali tra il mondo dell’antica Grecia e il XX secolo.

In viaggio con Erodoto (Feltrinelli Traveller, p. 256, € 15,00) è un omaggio sentimentale dedicato a un autore molto amato che oltre al macrocosmo delle vicende storiche ha compreso il microcosmo delle passioni umane.
E’ un piacevole libro che ci porta alla riscoperta della storia del primo scontro tra civiltà occidentale e orientale (i Greci contro i Persiani), in una percezione più completa rispetto ad un semplice elenco di eventi, che non può prescindere dai meccanismi dell’animo umano, delle sue grandezze e dei suoi errori.

“A giudicare da come il mondo viene visto e descritto Erodoto doveva essere una persona tollerante e comprensiva, serena, socievole, e alla mano. Anziché manifestare odio o rabbia, cerca sempre di capire, di scoprire, come mai uno abbia agito in un determinato modo”.

Mette anche in luce il contrasto tra l’ambizione dell’obiettività e il vincolo della soggettività. E’ un problema senza una soluzione, ma - insegna Kapuscinski - una condizione necessaria è liberarsi dal provincialismo: quello dei luoghi, quello dei tempi. Come infatti ci mette in guardia T.S. Eliot quest’ultima forma di provincialismo “considera la storia una pura e semplice cronaca degli accorgimenti umani i quali, una volta compiuta la loro funzione, sono finiti nella spazzatura; un provincialismo secondo il quale il mondo è una proprietà esclusiva dei vivi, dove i morti non detengono quote di mercato”.

Ma come scrive Kapuscinski “... basta una pagina di storia... la storia è un ininterrotto succedersi di presenti e per la gente d’allora le storie più antiche erano quelle che sentivano più attuali e vicine”. Sono provincialismi che oggi ritroviamo quotidianamente sui nostri giornali e nei nostri telegiornali. Proprio per questo non ci si deve stancare di ascoltare altre voci, di guardare e di cercare.

Recensione di Gianni Mezzadri

Michel Houellebecq: la possibilità di un'isola

Dopo una grande attesa e varie anticipazioni e annunci, nel mese di settembre 2005 è uscito l’ultimo romanzo di Michel Houellebecq (La possibilità di un isola Bompiani, 398 p., € 18) autore che è divenuto noto alla grande platea dopo la pubblicazione (1999) del romanzo Le particelle elementari.

La possibilita' di un'isolaLa possibilità di un isola è la consacrazione di Houellebecq anche come autore di best-seller: è stato reso noto che la nuova casa editrice (la francese Fayard) lo ha gratificato con 1.000.000 di euro per questo romanzo e sembra che ciò gli abbia dato un certo sollievo se non sprazzi di autentica felicità. Anche il protagonista dell’ultimo lavoro, Daniel 1, è un neovip e in questo, in modo liricamente autobiografico, H. nel romanzo sembra proprio raccontare di sé e di come ci si sente ad essere un autore pubblicamente affermato.

Il romanzo ha una struttura complessa: ci sono molti narratori, tutti in prima persona, che sono ognuno la successiva apparizione dello stesso personaggio (Daniel 1) però stavolta clonato, Daniel 23, Daniel 24, Daniel 25. Il romanzo ha perciò un taglio fantascientifico e si capirà leggendo Daniel 1 (il narratore principale) il perché dell’esistenza dei vari cloni (tante occorrenze n-successive di un unico tipo ideale e originale).

Il romanzo è per lo più ambientato in Spagna, tra Madrid ed Almeyra, luoghi in cui l’autore reale ha soggiornato in questi ultimi anni. L’isola di cui si parla è isola metaforica, isola dell’amore, come recita il verso di una sua poesia: “l’amore, in cui tutto è facile, in cui tutto è dato nell’attimo; esiste in mezzo al tempo la possibilità di un isola”.

E’ da questi versi che sgorga l’intero nucleo tematico della prosa narrativa di H., da questa suggestione poetica. Perchè H. sembra essere un poeta estenuato, costretto ad esplodere e ad esplicare folgoranti intuizioni poetiche nella prosa del narrativo, quasi per necessità, perché non se ne può fare a meno, perché il mondo è lotta, e questa è una verità biologica indiscutibile. E’ tale verità biologica che fa da sottofondo all’intero romanzo che sembra fantascienza ma è invece quasi-scienza e ci catapulta nel futuro presente delle nuove possibilità della ricerca scientifica. La clonazione e ciò che ne consegue. Chi di noi merita la vita eterna?

Recensione di Marco Meneghelli