Roma: guida non conformista alla città, di Fulvio Abbate
Chi o cosa dovrebbe spingere un turista che si accinge a visitare Roma, a scegliere questa guida, piuttosto che una tra le mille che di solito vengono proposte nelle librerie? Mi viene da rispondere niente o nessuno, in quanto un neofita della “città eterna” non potrà basarsi solo sulle nozioni date da questa guida, che però può integrare in maniera perfetta il turista che non si accontenta dei luoghi comuni (in tutti i sensi), e che invece ama scoprire proprio i luoghi, gli angoli e i locali che hanno mantenuto un sapore autentico della capitale italiana.
Fulvio Abbate, scrittore palermitano trasferitosi a Roma e qui stabilitosi per amore della città, propone una guida, appunto, Roma-guida non conformista alla città, (Cooper, pag.292, euro 12), che per assurdo andrebbe acquistata da ogni cittadino romano o da chi Roma la conosce già assai bene. Questo testo si presenta infatti sotto forma di un elenco davvero notevole di quartieri, locali più o meno malfamati, personaggi noti e no, ma romani veraci, vie e tutto quell'insieme di curiosità che solo chi conosce davvero la città può notare e apprezzare.
Così ecco che ogni particolare che Abbate ha annotato, ogni personaggio pubblico dotato di una certa vis romana, ogni angolo nascosto ma pieno di significato, viene brevemente descritto dall'autore in uno stile a metà tra il serio e il divertito, senza lesinare una vena ironico-critica.
Il metodo di scrittura adottato da Abbate non prevede un ordine alfabetico o per categorie, ma è un elenco con breve descrizione, quasi a voler mimare uno sforzo della memoria con continui collegamenti e rimandi, e non una pianificazione di intenti: sembra quasi una passeggiata per le vie di Roma, che rimandano all'autore collegamenti a persone o altri luoghi della città.
La nostra lettura spazia dalla presentazione del celebre conduttore Gianfranco Funari (“dichiaratamente super-romano”), alla descrizione del famoso Ponte Milvio, divenuto meta di pellegrinaggio dei giovani, non tanto per essere uno dei ponti più antichi di Roma, ma in quanto scelto come luogo dove si fissano i -lucchetti dell'amore- ai suoi lampioni, come avviene in un libro del neo idolo dei baby lettori, Federico Moccia.
Curiosa poi la scelta di tralasciare perlopiù i luoghi che hanno fatto di Roma la città eterna famosa nel mondo, come le celebri piazze e i monumenti che qualunque turista”tipico”, non può non fermarsi a vedere ed apprezzare. Una riga soltanto, ad esempio, viene dedicata a Via del Corso, “molto famosa perché ospita un Mc Donald's”…
Come già detto, questa può essere un'ottima soluzione per chi non si accontenta di visitare la città passeggiando nelle vie principali e maggiormente turistiche, ma per chi invece desidera conoscere in maniera più approfondita e reale, quel che resta dell'anima romana di una metropoli. La mancanza di una cartina o di una mappa sulla quale vedere annotata la posizione dei luoghi elencati e dei ristoranti tipici o le locande, è forse l'unico vero neo della guida, che per definirsi tale forse avrebbe proprio dovuto includerne una, oltre al fatto che nell'indice è sì presente il titolo di ogni singolo piccolo capitolo, ma non in ordine alfabetico, bensì di scrittura, il che non rende certamente facile una consultazione veloce.
Recensione di Nicolò Bocchi