Andy Cave: Imparare a respirare

Devo ammettere che questo libro è stato una piacevolissima sorpresa, in tanti sensi: innanzitutto per il modo in cui è scritto, scorrevole e poco prolisso, e poi per l’argomento, o meglio, gli argomenti trattati. Certamente è un libro di avventura o comunque di viaggio, ma connotato da un forte senso di passione, di sentimenti veri e propri di uomini, come sempre accade quando si parla di ascese in alta montagna, spesso ai limiti del dramma.

Imparare a respirare (ed.Versante Sud, pag.336, euro 17,80), è per tanti versi un libro autobiografico, in quanto l’autore, lo scalatore Andy Cave, ripercorre la propria vita, partendo da quando muoveva i primi passi sulle alture attorno a casa, sulle colline dello Yorkshire del sud, in Inghilterra, per arrivare all’impresa maggiore che lo ha visto protagonista: la scalata della parete nord - impresa mai riuscita prima - dello Changabang, nella catena dell’Himalaya.

CopertinaAndy nasce in un contesto ambientale e sociale che certamente poco ha a che fare con le montagne: l’Inghilterra è notoriamente un Paese che poco ha di montuoso, ed infatti l’autore, ancora ragazzino, deve spingersi con i compagni di cordata di allora, nelle vicinanze di Barnsley, la cittadina di origine, per trovare qualche asperità degna di essere presa in considerazione.

La zona è nota soprattutto per le miniere di carbone, che danno lavoro alla maggior parte della popolazione maschile della zona, ed egli, una volta terminata la scuola dell’obbligo non sembra avere molte speranze in un destino migliore di tutti i maschi della famiglia che lo hanno preceduto, dal nonno, passando per il padre.

Così il suo futuro gli appare tanto evidente, quanto ineluttabile, anche se col tempo finirà per essere attratto, tanto dalla profondità, quanto dall’altezza delle vette più alte del pianeta. Andy decide di continuare a lavorare in miniera, ritagliandosi sempre più tempo libero per le proprie escursioni in altura, e cullando contemporaneamente il sogno di poter diventare una guida professionista.

L’ambizione lo spinge a portare avanti due vite in parallelo: lavora duramente durante la settimana e si allena nel week-end per poter superare il difficilissimo esame da guida. Una volta superatolo, finalmente si avvera il sogno di poter viaggiare nel mondo, avendo come unici obiettivi quelli di salire le maggiori vette del pianeta, le famose “Sette Sorelle”, dislocate ognuna in un continente diverso.

Così Andy parte per la prima volta per le Dolomiti, in un viaggio sfortunato che sarà causa di un grave infortunio ad una gamba, ma che l’anno successivo gli garantirà quel bagaglio di esperienze che gli permetterà di tentare le ascese più difficili nella catena montuosa dell’Himalaya. Nel frattempo Cave riesce a laurearsi in letteratura Inglese, e gli viene offerta una cattedra universitaria part-time, anche questa ulteriore fonte di finanziamento, insieme al ruolo di guida montana, per le sue imprese private.

La possibilità di scalare la parete nord del Changabang appare qualcosa di altamente rischioso ma anche di irresistibile, per Andy e altri cinque compagni, ed infatti il sogno di una vita si trasformerà in un successo dai connotati drammatici. Durante la discesa, dopo dieci giorni passati in parete, aspettando il bel tempo, una slavina sorprende gli scalatori, e per uno di loro non ci sarà che la morte. Cave ne uscirà provato ma vittorioso, l’amore per la montagna lo ha trasformato in uno scalatore affermato ed in un valido scrittore, questo libro-biografia, ne è certamente una testimonianza.

Recensione di Nicolò Bocchi