Szentendre, città d'arte sulle rive del Danubio
Budapest, anche se di gran lunga la più famosa ed importante, non costituisce certo l’unica attrattiva dell’Ungheria. A nord della capitale, e fino ai confini con la Slovacchia, si sviluppa ad esempio l’area dell’Ansa del Danubio, dove il grande fiume appena entrato in territorio magiaro forma un’ampia curva piuttosto articolata, creando uno dei tratti paesaggisticamente più belli dell’intero corso del fiume, tra colline verdeggianti e rovine di rocche e castelli.
Testo e foto di Anna Maria Arnesano e Giulio Badini

La zona è assai frequentata da turisti per la presenza sulla sponda destra di alcune importanti località di interesse storico e artistico come Szentendre, Visegrad e Esztergom, cioè le tracce più nobili e antiche della storia ungherese, nonché dagli abitanti della capitale che amano trascorrere la villeggiatura o i weekend nei graziosi villaggi situati sull’isola di Szentendre, una stretta lingua di terra lunga trentun chilometri, piena di salici e di boschi ombrosi, che per lungo tratto divide il Danubio in due corsi separati.
Le vicende storiche
Visegrad venne scelta nel 1316 da Carlo d’Angiò per edificarvi la sua reggia, ma il massimo splendore lo raggiunse un secolo e mezzo dopo quando Mattia Corvino, re mecenate, uomo di grande cultura e padre del Rinascimento locale la trasformò in un castello fortezza che non aveva uguali in Europa con 300 stanze decorate da artisti provenienti da tutto il continente. Questa residenza leggendaria venne distrutta dai Turchi nel 1543 e i suoi resti sono stati riportati alla luce solo nel 1934.
Nell’estremo nord, al confine con la Slovacchia, Esztergom, la città più antica dell’Ansa, venne fondata nel 973 dal principe Gèza e qui nacque il figlio Stefano, primo re ungherese e primo sovrano cattolico proclamato santo dopo la morte, rimanendo capitale fino alla metà del 1200. Oggi è una tranquilla cittadina immersa nel verde, con viali alberati e begli edifici barocchi e rococò dai colori tenui, dominata dall’alto dall’ingente mole della monumentale cattedrale, sede dell’arcivescovo primate d’Ungheria, che custodisce grandi tesori d’arte.
Szentendre, situata sulla riva destra ad appena 20 chilometri da Budapest, sorge sui resti del castro romano di Ulcisia, importante presidio militare ai confini dell’impero e non lontano da Aquincum, capoluogo della Pannonia inferiore, tanto da essere visitato anche dall’imperatore Settimio Severo, come attesta una lapide.
Un deciso sviluppo demografico la città lo ha ricevuto prima nel 1300, poi verso la fine del 1600, quando vi si trasferirono diversi profughi serbi, dalmati e greci, messi in fuga nelle loro terre dall’avanzata lungo la penisola balcanica dall’esercito turco; la seconda ondata migratoria riguardò 500 famiglie, guidate dai loro patriarchi.
La maggior parte dei monumenti più significativi risale appunto a quell’epoca quando, grazie all’attivismo di mercanti ed artigiani – che arrivarono a contare ben tredici corporazioni – la cittadina visse un periodo di discreto benessere. Ciò spiega anche come, su sette chiese, ben quattro siano ortodosse, una vera anomalia nella cattolica Ungheria. Il risultato è un’intrigante cittadina barocca con un misto di reminiscenze dalmate, che la differenziano da ogni altra località vicina.



Szentrende, città d'arte
A Szentendre si respira un clima bohèmien dovuto ai 13 musei, ai numerosi atelier d’arte di artisti di ieri e di oggi che ne hanno fatto un po’ la loro capitale elettiva, tanto da essere chiamata la Montmartre di Budapest. Non a caso fa parte dell’European Federation of Artists Colonies, un circuito che riunisce i principali villaggi artistici di 16 nazioni.
Un vero gioiello è la piazza centrale, circondata da edifici barocchi dai colori vivaci, dove in primavera e in estate capita spesso di poter assistere a concerti improvvisati dei giovani allievi della locale accademia musicale, tra i quali si cela forse qualche novello Bèla Bartòk. Al centro su una colonna campeggia la croce dei mercanti, in stile rococò ma con scritte in cirillico, eretta nel 1763 da mercanti serbi quale ringraziamento per una scampata epidemia di peste.
Ai lati, tra negozi di souvenir e gallerie d’arte, si alternano la chiesa serbo-ortodossa della Blagovestenska con annesso museo religioso (preziosa raccolta di icone serbe), la Pinacoteca contenente opere degli artisti che hanno soggiornato a Szentendre nell’ultimo secolo e mezzo, il Museo Kàrol Ferenczy, dedicato ad uno dei maggiori esponenti dell’impressionismo magiaro, il Municipio barocco nonché la tipica costruzione del ristorante Beke, una locanda in funzione ininterrottamente dal 1770. Nella stradina a fianco della chiesa si trova invece il museo delle ceramiche di Margit Kovàcs, un’artista del secolo scorso che ha saputo creare uno stile personale nella lavorazione dell’argilla.
Altri edifici pregevoli nella parte alta del paese, raggiunti da stradine tortuose che si inerpicano lungo i pendii delle colline, sono la chiesa Preobrazenska, contenente una preziosa iconostasi, nel cui giardino si svolge ogni 19 agosto una festa popolare serba al suono del tambura, strumento a corde tipico della tradizione musicale balcanica; la Parrocchiale cattolica, la più antica di tutte in quanto risalente al XIII° secolo, dove si mischiano elementi romanici, gotici e barocchi, e la Suborna, la cattedrale greco-ortodossa contenente una collezione storica della chiesa serba, tra cui preziose icone e oggetti d’arte religiosa provenienti dal monte Athos in Grecia, nonché oggetti preziosi recuperati da antiche chiese magiare dismesse. Interessante osservare come l’arte slavo-ortodossa, di austera tradizione bizantina, qui si addolcisca subendo l’influenza del rococò magiaro.

I dintorni: il Museo etnografico di Izbèg
Da non perdere assolutamente anche una visita allo Szabadtèri Nèprajzi Mùzeum (Museo etnografico all’aperto), situato presso Izbèg ad appena 3 chilometri di distanza, in quanto si tratta di una realizzazione unica nel suo genere. Per non perdere le testimonianze del prezioso patrimonio architettonico rurale del passato, destinato inevitabilmente a scomparire, in una graziosa valle sono state radunate a partire dal 1968 le più caratteristiche abitazioni contadine ungheresi, creandovi un insediamento tuttora abitato e attivo, anche se principalmente ad uso turistico o con funzione didattica.
Ecco quindi la ricostruzione, mediante edifici originali, delle case, delle fattorie, delle stalle, delle botteghe degli artigiani e di un mulino a trazione animale caratteristici della pustza, la pianura magiara. Appena più in là si trova invece una casa contadina tipica della zona dell’alto fiume Tibisco, con il fumo che esce dal tetto di paglia in quanto priva di comignolo, proprio come nelle favole, e una chiesa protestante del 1700 con tanto di campanile in legno interamente costruito senza l’uso di chiodi, per un totale complessivo di 80 edifici.
Informazioni turistiche
- Trasporti per Szentendre: da Budapest, oltre che in auto, con autobus di linea in partenza dall’Arpàd hìd, con la ferrovia suburbana Hèv in partenza da piazza Batthyany o, tra maggio e settembre, con i battelli che salpano da piazza Vigadò.
- Musei e negozi: chiusi il lunedì, il Museo etnografico è aperto dal 10 maggio al 30 settembre.
- Cucina: date le sue origini multietniche, nei ristoranti locali si possono assaporare specialità della cucina magiara, greca, serba e dalmata.
- Info utili per viaggiare, come arrivare, guide e uffici del turismo: scheda Ungheria