Valtellina: nel regno del silenzio
Il Forte Venini
Di tutt’altro genere è lo spettacolo offerto dal Forte Venini, una costruzione militare risalente alla prima guerra mondiale e voluta per il controllo dell’intero territorio dal Passo del Foscagno fino al Passo dello Stelvio e la Valfurva. I suoi 4 cannoni erano dotati di una gittata poderosa di circa 13 chilometri, sufficienti a raggiungere Trafoi, allora in territorio austriaco. Il forte rimase attivo fino al 1958, anno in cui fu completamente abbandonato.

Riaperto al pubblico dal giugno 2004, oggi si presenta come un’assurda e silenziosa scatola vuota. L’immenso generatore di corrente, le alte camerate, la fredda polveriera, le rimbombanti cupole d’artiglieria riportano alla luce mesti ricordi di una grande guerra che ha falciato milioni di giovani in tutta Europa.
Valdidentro e il Parco Nazionale dello Stelvio
Poco più avanti ci attende Valdidentro con le sue Torri di Fraele, di epoca medievale, ma soprattutto con la sua tranquilla atmosfera paesana, ideale punto di partenza per innumerevoli escursioni alla scoperta della Valtellina autentica, quella fatta di alta montagna, pascoli, alberi, acqua e animali selvaggi. E sì, perché il cuore di questo nostro vagare è rappresentato dai sentieri di montagna che si snodano tra boschi di abeti, larici e pini intervallati da rododendri, mirtilli e lamponi, seguendo torrenti che discendono rapidi da ghiacciai perenni.
I percorsi, quasi tutti abbastanza agevoli e molto ben segnalati, sono un’infinità. Si va dalla breve passeggiata di un’oretta sino alle escursioni che, lambendo i 3000 metri, necessitano di una buona preparazione fisica e di una certa resistenza alla fatica. Comunque, pur non essendo atleti, armati di un paio di scarponcini da trekking, di un binocolo e di una macchina fotografica si possono scoprire panorami da favola in cui l’assoluto silenzio è interrotto solo dal fischio di una marmotta, o dallo sciabordio di un torrente.
Ai margini del sentiero che state percorrendo c’è infatti una natura ancora intatta, è il Parco Nazionale dello Stelvio: un’immensa riserva naturale con oltre duemila specie botaniche che fanno da cornice a un’esplosione di vita animale che comprende cervi, camosci, caprioli, stambecchi, marmotte, ermellini, scoiattoli, tassi, lepri e volpi, oltre a picchi, corvi e all’assoluta regina del parco, l’aquila reale. La Valtellina, ovviamente, è anche un regno dello sci, dello sport e del divertimento… caratteristiche che, però, si possono trovare anche altrove.

Alcuni itinerari di trekking
Come abbiamo accennato i percorsi sono davvero tanti. Di seguito alcune indicazioni per iniziare a conoscere l’Alta Valtellina. Il numero riportato è quello che contraddistingue il sentiero descritto e che si ritroverà lungo il percorso.
N2 Val Viola: Da Arnoga (1.860 m) si raggiunge il Passo Viola (2.528 m) seguendo un ampio sentiero, inizialmente pianeggiante e immerso nei boschi, poi in leggera salita tra pascoli di alta montagna. Tempo di percorrenza 4h. Si può accorciare il percorso parcheggiando l’auto a poca distanza dalla Baita Altumeira.
N15 Forte di Oga-S. Colombano: Dal Forte (1.745 m) si raggiunge dapprima la malga di San Colombano e poi l’omonima chiesetta (2.484 m) attraverso boschi di pini, cembri e larici per proseguire su pascoli alpini. Tempo di percorrenza 4h.
N29 Val Zebrù: Da Niblogo si raggiunge la Baita Pastori (2.168 m). Da qui i più allenati possono proseguire sino al Rifugio 5° Alpini (2.877). La seconda parte del percorso, su morena, presenta alcune difficoltà. Tempo di percorrenza totale 5.30h. La Val Zebrù, specialmente se affrontata nelle prime ore del mattino, offre notevoli possibilità di avvistamento faunistico.
N128 Val Alpisella: Dal Lago San Giacomo (1.949 m) questa agevole strada militare raggiunge le sorgenti dell’Adda e termina a Livigno. Tempo di percorrenza 3.30h.
Informazioni turistiche
- Sito ufficiale della Valtellina: www.valtellina.it
- Pro Loco Valdidentro: www.valdidentro.net
- Parco Nazionale dello Stelvio: www.stelviopark.it
Pagine:12