Versailles: una città, una reggia, un re
L’ancien régime è un magma istituzionale, una sorta di “idea di Stato” formatasi, nei secoli, attraverso successive stratificazioni, che hanno sovrapposto elementi a elementi, vecchio a nuovo, in una continua, e apparentemente infinita, somma. Secoli di storia che hanno sviluppato ordini, poteri, tradizioni, usi e costumi, governati da una monarchia avvinghiata in una concezione patrimoniale dello Stato, in cui la linea di demarcazione tra i possedimenti personali e quelli nazionali è labile e confusa.
Testo di Cristiano Pinotti - fotografie di Fausto Mazza

La Francia del XVII secolo
Patrimonio storico di molte grandi monarchie europee, l’ancien régime caratterizza in modo particolare il regno di Francia. Attorno al re gravitano innumerevoli consigli, ministri dai poteri pressoché assoluti, cortigiani… La Francia di metà Seicento è un paese di quasi venti milioni di abitanti, la cui struttura sociale è classicamente suddivisa in nobiltà, clero e terzo stato. Una divisione artificiosa, che sottovaluta le molte sfaccettature che compongono la più estesa fetta di popolazione; una divisione formale che, in sintesi, non rispecchia affatto la realtà.
La Francia di Mazarino, il Paese sostanzialmente è nelle mani del cardinale italiano, è una nazione egemone. Vittoriosa nella guerra dei trent’anni, si trova però a dover controbattere il fenomeno de “la fronda”, una sorta di movimento insurrezionale a carattere parlamentare e poi principesco, in cui vengono sollevate tematiche di sovvertimento sociale. La fronda è il più eclatante segno di ribellione sociale del XVII secolo, un movimento ancora troppo debole, che in pochi anni viene sconfitto politicamente e militarmente.
La svolta assolutistica
Questo enorme paese agricolo che è la Francia del seicento, ammutolisce nel 1661, anno della morte dell’onnipotente cardinal Mazarino. Da questo momento la storia francese subisce una svolta determinante. Il ventiduenne Luigi XIV, re dall’età di 5 anni, prende in mano le redini dello stato, determinato a instaurare una monarchia assoluta, che ben si riassume nell’affermazione, a lui attribuita, “lo Stato sono io”. La volontà dello Stato, infatti, per i suoi successivi 54 anni di regno, coinciderà totalmente con la volontà di Luigi XIV, avvolta in un assolutismo senza fine, coniugato alla riaffermazione del proprio ruolo di origine divina. Un re, che sceglie un sole dardeggiante come emblema, e diviene astro attorno al quale ruota un’intera nazione. Un re che promuove il culto della sua persona, un re che diviene un semidio.

La reggia
In questa faraonica visione della funzione monarchica, la corte diviene un raffinato strumento per annichilire l’aristocrazia, per togliere ai nobili qualsiasi importanza politica. Quest’entità “pericolosa” per l’assoluto potere monarchico, deve essere sempre sotto controllo e al contempo valorizzata. È l’elite sociale del paese, per la quale va costruita un’apposita città: Versailles.
Versailles è, quindi, la materializzazione della potenza del re e l’apoteosi del suo disegno politico, in cui i cortigiani sono allontanati dai frequenti fermenti parigini. Versailles è il fulcro di un’intera nazione staccato dalla nazione stessa, una testa spaccata dal corpo, che ordina, comanda e vive un’esistenza irreale, dispendiosa e segregata. Un’emarginazione politica nobiliare accettata con rassegnazione, ma anche con sollievo: il re, la corte, la reggia sono i depositari di privilegi ai quali la società aristocratica dell’ancien régime non è ancora pronta a rinunciare e che verranno decapitati dalla Rivoluzione francese.
Dietro il palazzo c’è la filosofia personale e politica di Luigi XIV, ma c’è anche il gusto per il bello, l’imponente, il sorprendente. Questa famosa e celebrata reggia ha però un’origine alquanto umile: un semplice padiglione di caccia. Con l’avvento al potere di Luigi XIV, già nel 1661, cominciano i lavori di trasformazione che continueranno, quasi ininterrotti, per l’intero regno del re sole.
La visita
Oggi Versailles è una delle
principali attrattive turistiche dell’Ile-de-France,
un meraviglioso Cche si affaccia su giardini di incommensurabile
bellezza, tra canali, piscine, fontane, laghetti.
Versailles non è un semplice palazzo reale, è una sorta
di città cortigiana, pertanto è opportuno che il visitatore
si prepari a trascorrere un’intera giornata a contatto di meraviglie
architettoniche e artistiche e si armi, almeno in alta stagione, di una
buona dose di pazienza nell’affrontare le file che si formano ai
vari ingressi. In ogni caso ne vale la pena.
Gli spunti di interessi sono davvero tantissimi. Nel Palazzo: la chapelle St-Louis, capolavoro di Mansart; l’Opéra a pianta ovoidale; le magnifiche stanze del Grand Appartement. Assolutamente impedibili i magnifici giardini abbelliti da statue di bronzo o piombo dorato e sculture marmoree; il Grand Trianon e il Petit Trianon.

Informazioni turistiche
- Ufficio del Turismo di Parigi (sito con versione in italiano): www.parisinfo.com
- Sito ufficiale del Castello di Versailles: www.chateauversailles.fr
- Info utili per viaggiare, come arrivare, guide e uffici del turismo: scheda Francia