Guild Wars: Factions

Il meglio dei giochi di ruolo online coreani è rappresentato da Guild Wars: Factions. Ma attenzione, considerate che la Corea è la nazione con il maggior numero di abbonati a questo tipo di giochi ed uno dei maggiori produttori della categoria. Significa che GW:F è un gioco bello ma dedicato al pubblico orientale (come molti gdr giapponesi)? Niente affatto: anzi la localizzazione in italiano è completa e la presenza di server locali ci permette di giocare con altri nostri connazionali chattando con loro nella nostra lingua. Se a ciò si aggiunge una grafica strepitosa ed un sistema di gioco che premia la capacità di creare squadre ed alleanze, ma che permette anche il gioco in solitario allora che aspettate? Troviamoci tutti a Canthia!

I giochi di ruolo online o MMORPG (massive multiplayer online role playing game) non sono mai stati una grande passione del sottoscritto. Intanto occorre stare collegati ai server una quantità mostruosa di tempo anche solo per poter cominciare a giocare (tra costruzione dei personaggi e missioni tutorial), poi spesso la lingua parlata in essi è quella di internet, ovvero un inglese fortemente somatizzato dalla gergalità, ed infine occorre pagare due biglietti per lo stesso gioco, ovvero l'acquisto della confezione contenente il client necessario per connettersi (e generalmente un primo periodo d'abbonamento) e l'abbonamento vero e proprio al servizio.

Con GW:F gli aspetti peggiori di tale trafila sono eliminati o minimizzati. Nel prezzo dell'acquisto del gioco è infatti compreso l'accesso indefinito ai server, per cui non occorrerà versare alcun altra quota d'abbonamento. Sono presenti server italiani in cui trovare nostri connazionali con cui poter parlare in italiano, ma non sono esclusi collegamenti con server stranieri per poter incontrare, all'interno del gioco, amici provenienti da altre parti del mondo.

Ma la cosa forse più importante è che GW:F ha un gameplay basato non solo sul tempo di connessione quanto sull'abilità del giocatore. Alla prima connessione infatti occorre creare un nostro personaggio all'interno di 8 profili che comprendono: assassino, ritualista, guerriero, elementalista, mistico, esploratore, ipnotizzatore e negromante. Ogni profilo (se ne possono in realtà scegliere due contemporaneamente: uno principale ed uno secondario) ha a disposizione un elevato numero di abilità che si potranno guadagnare avanzando di livello, ma se ne potrà comunque utilizzare solo 8 per volta. Questo comporta che prima di ogni missione è necessario scegliere attentamente quali abilità si vorranno utilizzare in essa, dando al gioco anche un certo sapore tattico.

In più, particolarmente utile a velocizzare la fase di tutorial, possono essere affiancati al proprio personaggio dei personaggi non giocanti (ovvero controllati dal pc e non da altri giocatori) che ci daranno manforte senza incidere sul progredire dei nostri livelli di esperienza. Questo fa sì che i primi livelli di addestramento non siano svolti in solitaria completa (dato che gli altri giocatori scafati raramente vogliono affiancare i novellini da un lato poco abili e dall'altro impegnati in missioni che loro hanno già eseguito) e possono essere completati in maniera più veloce e soddisfacente. Per le missioni maggiormente impegnative sono invece a disposizione sia la modalità cooperativa sia la possibilità per i giocatori di creare gilde opposte (factions, appunto) che si combattano a vicenda per il controllo di determinati territori.

A prescindere dal gameplay, GW:F si distingue per un mondo vasto e vario – di ambientazione fantasy – e per una storia intricata che non si riduce a mero pretesto e può soddisfare anche chi sia alla ricerca non solamente di scontri veloci e confusi tra singoli o gruppi, con tanto di filmati animati che introducono e seguono le missioni principali allo svolgimento della trama. In questo senso si può davvero dire che in Canthia, l'impero in cui si svolgono le vicende di GW:F, una delle possibili attività è viaggiare – meglio se in compagnia di altri guerrieri, sia virtuali sia controllati da persone reali (meglio l'ultima ipotesi se pensiamo di fare pure un po' di conversazione) per proteggerci dai mostri che comunque infestano il territorio. Per questo la grafica è eccellente e la visuale è in terza persona ma è pure inseribile tramite lo zoom la prima in situazioni particolari per migliorare la prospettiva.

Molto varie anche le skin disponibili per i personaggi ed estremamente personalizzabili per evitare il più possibile la situazione, di cattivo gusto sia nel mondo reale sia nei mondi virtuali, di trovarci di fronte qualcuno vestito esattamente come noi. In conclusione si tratta di un gioco estremamente bello, in grado di far ricredere chi – come il sottoscritto – aveva sempre snobbato i giochi online a meno che non si trattasse di sanguinosi deathmach di sparatutto in prima persona.

Produzione: Neversoft/Aspyr/Activision/Blue Label Entertainment.

Recensione di Francesco Mazzetta