I Figli del Nilo

Ci sono giochi che più che a giochi somigliano ad un mix tra tutorial per aspiranti amministratori e corsi avanzati di storia. Sono i gestionali che ci mettono nei panni di fondatori e governatori di città del passato. E lo so che detto così sembra si stia parlando di roba di una noia mortale. Esattamente perché se siete dei fan dell’ennesima versione di FIFA o se aspettate bramosi l’ultimo annunciato spara-tutto, I Figli del Nilo (videogame per Pc di Tilted Mill/Sega/Leader) costituirà davvero una noia mortale.

Non si deve combattere, non si deve correre, non occorre mettere alla prova i propri riflessi. Ma al contrario utilizzare tutte le proprie capacità di riflessione per riuscire a far prosperare una città dell’antico Egitto sotto il nostro comando, sfruttando le nostre conoscenze di storia antica per come sono state tradotte nelle regole del gioco dagli sviluppatori di Tilted Mill.

Sviluppatori peraltro che possono vantare ottime credenziali perché si tratta in gran parte dello stesso team di sviluppo che ha creato, cinque anni fa, l’analogo ed ottimo Faraon. Certo, in Faraon la visuale disponibile era limitata ad un isometrico 2D, mentre ora abbiamo a disposizione un 3D zoomabile e ruotabile (versione migliorata dell’engine di Empire Earth) che ci consente di fare conoscenza con ogni cittadino della nostra città.

Rispetto ad altri gestionali, in I Figli del Nilo minore enfasi viene messa sul reperimento delle risorse (che diamine: abbiamo sempre il Nilo a due passi!) mentre viene curata in maniera significativa la parte relativa al soddisfacimento del popolo, soddisfacimento che deve essere sia materiale (risorse agricole, ma anche la ricchezza accumulabile tramite il commercio ed il potere politico) che spirituale (l’istruzione e la religione).

E che controllare tutto ciò non sia uno scherzo lo dimostra fin da subito il tutorial estremamente approfondito e la presenza, sul secondo cd, di una guida strategica, un vero e proprio “walkthrough” che possiamo così evitare di cercare e di scaricarci (magari a pagamento) da Internet: peccato che questa guida, a differenza del gioco tradotto in italiano, sia disponibile solo in inglese, francese e tedesco.

Del resto il gioco stesso prevede lunghe ed intense sessioni e non ha senso giocarci per pochi minuti alla volta. I parametri da tenere in considerazione per far felici i nostri cittadini sono molti e variano in base alla loro classe sociale (ai contadini basta la soddisfazione materiale, mentre i nobili esigono la disponibilità di beni di lusso, ad esempio) e dunque saremo costretti a monitorare continuamente i vari aspetti dello sviluppo della città per non provocare ribellioni o decadenza. In compenso la velocità del gioco è scalabile, per permetterci di porre la dovuta attenzione agli elementi sopra detti.

Praticamente nullo il tasso di bellicismo presente nel titolo, dato che – se anche potremo formare un esercito – non gestiremo mai delle battaglie, ma potremo mandare al massimo i nostri soldati a conquistare altri territori senza però comandarli direttamente.

Tutto sommato si tratta di un titolo ottimo che rinverdisce i fasti di un genere oggi fin troppo penalizzato dal successo di giochi maggiormente immediati ma di spessore spesso infinitamente inferiore.

Recensione di Francesco Mazzetta