Castell'Arquato e Vigoleno

Il Palazzo del Podestà

Il Palazzo del Podestà è una complessa costruzione formata da più volumi architettonici in cotto, che si dipartono da un unico grande blocco a tre piani. Questa struttura, la parte duecentesca dell'edificio, è contraddistinta da una merlatura a coda di rondine. La sua costruzione, voluta da Alberto Scoto, fu ultimata nel 1296. Del 1447 è, invece, la doppia loggia. Il Palazzo fu sede del governo del Podestà e abitazione del Conte di Santa Fiora; dalla fine del Cinquecento fino al 1850, fu occupato dalla pretura; mentre i locali a pianterreno furono adibiti a scuola. L'attuale sede dell'Enoteca comunale, al pianterreno, fu un carcere e persino un magazzino per il sale.

Il Palazzo del Podestà

All'ingresso del borgo, sulla provinciale in direzione Fiorenzuola d'Arda, si dirama una strada panoramica con splendide viste sui vigneti dei colli piacentini (zona di produzione tipica di rinomati vini Doc: i rossi Gutturnio, Bonarda e Barbera e i bianchi Ortrugo, Malvasia e Monterosso val d'Arda). Superata la frazione Costa Stradivari si arriva a Bacedasco Alto, si devia a destra. La strada scende nella vallata adiacente del torrente Ongina per poi risalire sul crinale della val Stirone fino all'incantevole Rocca di Vigoleno.

Vigoleno, borgo medioevale

Vigoleno è uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Italia, un “fazzoletto medioevale” circondato da viti e dominato dall’alta torre del castello, fatto edificare dagli Scotti nel XII secolo. L’originaria cinta muraria, ancora oggi come sette secoli fa, difende il piccolo abitato, l’oratorio della Madonna del Latte (detto anche della Beata Vergine delle Grazie) e la parrocchiale di San Giorgio, che nella tipica agiografia medioevale consente di ripercorrere le vicende del santo cavaliere uccisore del drago.

Vigoleno

La parrocchiale, di potente bellezza romanica, con tutta probabilità risale alla metà del XII secolo. Oltrepassato il bel portale, che si apre su una facciata realizzata in pietra locale, l’interno appare austero, buio, trasposizione di quella costrizione dell’anima che esplode nella bellezza di capitelli antropozoomorfi, tipicamente romanici.

Tornati alla luce, lo sguardo abbraccia nuovamente le mura del castello che racchiudono il piccolo borgo. Con un briciolo di fantasia, non è difficile scorgere tra queste strette vie la sagoma di un armigero a cavallo o percepire il cadenzato lamento di un postulante posto all’ingresso della chiesa. Il borgo, infatti, più che per i suoi notevoli monumenti, affascina per la sua particolare atmosfera, per quel suo essere raccolto attorno alla rocca, per quel suo senso di appartenenza a un’epoca ricca di infiniti contrasti che ancora ammaliano.

Con calma, per non subire improvvisi choc da modernità, dopo la visita della rocca, si può completare il circuito scendendo verso Groppo e Franchini, e al bivio di fondo valle risalire rientrando a Castell'Arquato, con splendide viste sulla Rocca Viscontea, per edulcorare il ritorno alla quotidianità.

FiguranteVigolenoFesta medioevale

Informazioni turistiche

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