Yucatán, nella terra dei Maya
Merida
L'attuale capitale dello Yucatán, Merida, è un'interessante città dal ricco passato che offre non pochi spunti dal punto di vista architettonico e culturale, tanto da meritarsi l'appellativo di "Città bianca" per i numerosi ed eleganti edifici di epoca coloniale.
Nella Plaza Mayor, al posto dell'originale tempio Maya, sorge la severa cattedrale cinquecentesca di San Ildefonso; Casa Montejo, costruita dal fondatore della città, offre invece la possibilità di ammirare una villa coloniale della metà del cinquecento con una ricca facciata plateresca; sull'altro lato della piazza il municipio (Palacio del Ayuntamiento) dal caratteristico loggiato sormontato dalla torre dell'orologio. Poco distante meritano una visita il Palacio de Gobierno, l'iglesia de Jesus e il piccolo ma gradevole mercato.

Merida è particolarmente interessante per il suo Museo Regionale di Antropologia e Storia, ospitato nel maestoso Palacio Canton, lungo l'elegante Paseo de Montejo. Moltissimi dei reperti archeologici rinvenuti nelle principali città Maya dello Yucatán arricchiscono le sue sale che, anche attraverso grafici e fotografie, consentono di comprendere le usanze, la cultura e il livello artistico raggiunto dalle popolazioni precolombiane.
Uxmal
Merida è la “porta” ideale per entrare nell'area archeologica denominata “Via Puuc”. Si segue la carretera 261 in direzione sud lungo basse colline, piuttosto aride, che movimentano il monotono paesaggio che porta a Uxmal. Espressione della raffinata architettura del tardo periodo classico (600-900 d.C.), Uxmal è anche un pregevole esempio delle capacità ingegneristiche Maya e si contraddistingue per una serie di cisterne finalizzate alla conservazione dell'acqua.
L'approvvigionamento idrico era infatti un problema di assoluta preminenza causa l'assenza di fiumi superficiali e la natura carsica del territorio, come è testimoniato dall'assidua presenza di raffigurazioni di Chac, il dio della pioggia.

All'interno dell'area archeologica di Uxmal spicca la spettacolare Piramide dell'Indovino (Piramide del Adivino), una costruzione a pianta ovale su 5 livelli, di oltre 35 metri di altezza, con la facciata principale riccamente decorata. Al suo lato il misterioso Quadrilatero delle Monache (Cuadrangulo de las Monjas), un'impressionante struttura di ben 74 stanze, adornate dalle sculture dell'onnipresente volto di Chac. Davanti al Cuadrangulo ecco il campo da gioco della palla, sovrastato dalla Casa delle Tartarughe (Casa de las Tortugas).
Poco oltre è la volta del Palazzo del Governatore (Palacio del Gobernador), l'autentico capolavoro dell'architettura Puuc. E' composto da un lungo edificio diviso in tre settori uniti tra loro mediante archi, la cui facciata, riccamente decorata da splendide sculture e fregi a mosaico, è guardata a vista dal trono del giaguaro. La visita si conclude con la Grande Piramide, di oltre 30 metri d'altezza. Dalla cima del tempio si gode una meravigliosa vista sull'intero sito archeologico, e sulle cuspidi triangolari che adornano El Palomar.
La Ruta Puuc, i principali siti archeologici
Lungo la Ruta Puuc spiccano numerosi altri siti archeologici che corrispondono ad altrettante città satelliti di Uxmal: Kabah, Sayil, Xlapak, Labná e più a sud Edzná sono piccole perle che nella complessità delle loro architetture contribuiscono, attraverso le parole delle pietre, a riscrivere l'affascinante storia di questo popolo. Ogni singolo sito rappresenta un tassello di quello splendido mosaico che è l'architettura in stile Puuc.
A circa 20 km a sud di Uxmal ecco la prima di queste meraviglie: Kabah, con il suo palazzo Codz Poop (Palacio de las Mascaras) dal quale emergono lungo l'intera facciata oltre 250 maschere raffiguranti Chac, facilmente riconoscibile per gli occhi fissi e sbarrati, un pronunciato naso adunco ed evidenti denti sporgenti. A una decina di chilometri sorge l'area archeologica di Sayil dove spicca il bellissimo ed estremamente elaborato Palazzo a tre piani (El Palacio), contraddistinto da un'immensa facciata di circa 85 metri: una continua alternanza di colonne e maschere divine.
Pochi chilometri ed ecco Labná, un'area archeologica di assoluto interesse. Per il suo famoso Arco, l'osservatorio (El Mirador) e il Palacio di notevoli dimensioni con numerose incisioni, ma anche per la magica atmosfera che lo circonda, con la vegetazione che avvolge il Palacio e il lungo viale che collega gli edifici, Labná riesce ad evocare l'incredibile fascino dell'esplorazione.
